Il sogno di un lavoro nella comunicazione: una ex stagista Schuman a caccia della buona occasione

C'è tempo fino al 15 maggio per candidarsi al nuovo bando Schuman per tirocini al Parlamento europeo. Le posizioni aperte sono più di 150, si può scegliere tra l'opzione generale o quella giornalismo, e il rimborso spese è ottimo: 1200 euro mensili. Alessandra Paolini, 29enne di Ascoli Piceno, ha raccontato alla Repubblica degli Stagisti la sua esperienza.

Mi chiamo Alessandra, ho 29 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Sono cresciuta qui, studiando al liceo scientifico della mia città per poi trasferirmi a Perugia dove ho frequentato la facoltà di Lettere moderne. Esterofila da sempre, con un tentativo fallito di volare negli States per frequentare lì il quarto anno di liceo, nel 2006 ho colto la prima occasione utile per un’esperienza all’estero e sono stata per sei mesi all’università di Leeds (Uk) come studentessa Erasmus.Alessandra Paolini tirocinio SchumanNel 2008 è arrivato il momento di un’altra avventura europea, questa volta lavorativa, offerta dal ministero dell’Università (Miur), grazie al quale ho insegnato italiano per un anno nelle scuole superiori di Glasgow in Scozia: percepivo circa mille euro al mese per 12 ore lavorative alla settimana. L’insegnamento non era però la mia strada. L’anno seguente mi sono trasferita a Roma e ho continuato gli studi specialistici alla Sapienza, con un indirizzo in Comunicazione e giornalismo. Ho iniziato a collaborare con testate online in maniera più o meno retribuita... più meno che più: facevo lavoretti pagati per potermi mantenere mentre facevo gratis i lavori che mi interessavano sul serio, come purtroppo è ormai la realtà quotidiana di una larga fetta di miei coetanei. Contemporaneamente cercavo occasioni di alto profilo a livello internazionale: così ho fatto domanda per un tirocinio (ahimé, non retribuito) all’ufficio di corrispondenza della Rai a New York e per il bando Schuman opzione giornalismo, che offriva la possibilità di lavorare cinque mesi nel cuore delle istituzioni europee da giornalista, con uno compenso più che dignitoso (1.200 più rimborsi e agevolazioni alla mensa del Parlamento).
Ho avuto la fortuna di essere selezionata per entrambi, così sono partita per New York a dicembre del 2010 e a marzo ho sostituito il mio biglietto di ritorno per Roma con uno di solo andata per Bruxelles. Lo Schuman (marzo – agosto 2011) ha rappresentato un’occasione unica di crescita personale, ha consolidato il mio senso di appartenenza europea e mi ha formato professionalmente come poche esperienze (lavorative o di stage) prima di allora. Per non parlare del lato social e delle possibilità di svago che offre la location letteralmente nel cuore d’Europa, a due ore di treno da Parigi, Londra e Amsterdam.
Una volta a Bruxelles, integrata nella squadra di creativi della divisione Web communication del Segretariato generale, sono stata incaricata – sotto supervisione della mia tutor - di seguire giornalmente i processi decisionali del Parlamento Ue, per poi scrivere articoli sulla pagina news ufficiale in Italiano. Il team web era composto da editori delle 22 lingue ufficiali che a turno scrivevano sinossi per i pezzi (poi tradotti e adattati in tutte le altre lingue) e curavano quotidianamente la pagina nella propria madrelingua. Oltre a interviste agli eurodeputati, partecipazioni a eventi e alle assemblee plenarie, è prevista per tutti gli stagisti un’esperienza - adeguatamente rimborsata - presso il Parlamento di Strasburgo, anch’essa utile per capire i meccanismi europei.
Bisogna però sempre tenere a mente che questo non è un programma di stage a scopo di assunzione. Per firmare un contratto da officer al Parlamento europeo si devono superare concorsi pubblici estremamente selettivi: dunque già sapevo che non mi avrebbero offerto un contratto al termine del periodo di tirocinio. Tuttavia, a chi si accinge a fare questa esperienza mi sento di dire che Bruxelles offre davvero molte opportunità ed è una delle poche zone franche per il lavoro giovanile nel panorama europeo desolante che conosciamo ormai troppo bene.
Molte possibilità sono legate alla vita delle istituzioni europee, che hanno qui il loro cuore pulsante, e altre al mondo dell’impresa privata che nella capitale d’Europa conta numerosi headquarter e sedi di coordinamento.
Durante i cinque mesi da stagista-giornalista Schuman mi sono state sempre date responsabilità e sono stata trattata in tutto e per tutto come parte del team; è stato senz’altro un periodo determinante per capire che volevo lavorare nella comunicazione legata alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali. Anche per questo ho scelto di trasferirmi in Spagna per perfezionare il mio cv europeo e imparare un’altra lingua; ho lavorato per una ong a Valencia, sempre nel campo della comunicazione, poi sono tornata a Roma dove ho abbinato un contratto a progetto come assistant editor per il branch italiano di una multinazionale francese (con uno stipendio di 900 euro lordi) a un master part-time, che frequentavo nei week-end, in Cooperazione internazionale, per il quale avevo vinto una borsa di studio Inpdap.
Per il futuro guardo alle Nazioni Unite e all’Unione europea in cerca dell’occasione d’oro. Per il momento accetto contratti a breve termine a Roma, ma sono prontissima per partire ancora. Certo, sono una giovane precaria italiana con tutte le difficoltà del caso, ma mi ritengo anche una professionista con un background lavorativo alle spalle, che parla fluentemente tre lingue ed è fiduciosa in un futuro pieno di possibilità. In Europa e nel mondo.

Testo raccolto da Ilaria Mariotti

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