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La lettera di una lettrice: «Ho rifiutato uno stage gratuito, ma ora me ne pento»

8 anni, 8 mesi fa di redazione

Link all'articolo originale: La lettera di una lettrice: «Ho rifiutato uno stage gratuito, ma ora me ne pento» «Seguo il sito Repubblica degli Stagisti, ho letto che secondo voi è giusto rifiutare gli stage senza rimborso e così ho fatto - però me ne sono pentita. Poteva essere l'occasione per conoscere gente e inserirmi dentro. Gli stage con rimborso il più delle volte sono proposti da multinazionali che prendono solo laureati in economia e dopo innumerevoli colloqui di gruppo, individuali, test e magari qualche conoscenza... Come sempre chi ha una laurea umanistica è penalizzato. il prossimo stage gratuito ...

Marta Traverso

8 anni, 8 mesi fa

La mia prima esperienza di lavoro è stato uno stage non retribuito, lavoravo 10 ore al giorno 5 giorni la settimana, l'unica fortuna è che pranzavo gratis perché i titolari della redazione sono anche gestori di una catena di bar ristoranti.. E' stato doloroso anche per via di una promessa di contratto non mantenuta, ma grazie a quell'esperienza ho trovato in seguito tante opportunità, perché ho imparato tantissimo sul lavoro redazionale! Quindi di fronte a uno stage non retribuito bisogna valutare se il gioco valesse la candela, tirare la cinghia 3, 6, 12 mesi e poi avere un po' più di strada spianata per il futuro.

killordie

8 anni, 8 mesi fa

Io penso che il discorso non sia che "è giusto rifiutare gli stage senza rimborso" in assoluto. Sicuramente però il rischio di trovare aziende scorrette che cercano "manodopera" a costo zero è molto alto. Ovviamente avere un minimo di rimborso spese non è una garanzia nell'altro senso, ma almeno non ci si accollano interamente i costi (trasporti, pranzo). Insomma, di fronte a tante proposte quanto meno sospette, almeno non si paga per essere "sfruttati".
Detto questo, l'unica cosa positiva di uno stage è che può essere interrotto in qualunque momento senza preavviso, quindi anzi che pentirsene dopo, forse nel dubbio è meglio fare un tentativo, sondare il territorio, e toccare con mano l'ambiente e le condizioni di lavoro. Se è un'occasione valida nessuno dice che non possa valere la pena fare qualche sacrificio a livello economico per un bagaglio di esperienza. Ma queste rimangono sempre valutazioni soggettive.

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