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Aspirante pubblicista... sfruttata fino all'osso!!

9 anni, 2 mesi fa di LenuDC

Non so se la mia esperienza lavorativa possa essere annoverata tra le "storie di stage"... perchè a dire il vero non so neanche se sia possibile definire quella che ho vissuto come "esperienza lavorativa"... sarebbe meglio usare il termine "schiavismo", credo!
In ogni caso, ne lascio traccia qui... per chiunque voglia ascoltare la mia storia... che comincia anni fa, quando, appena iscritta al corso di laurea triennale in Lettere Classiche, decisi di intraprendere la strada irta di spine del giornalismo. Venni presa in prova da una tv locale (ah, giusto per chiarire l'area geografica... sono napoletana!). Collaborai per alcuni mesi con la redazione del tg. Pochi pomeriggi a settimana, a dire il vero. Lo Sfruttamento con la S maiuscola doveva ancora cominciare! Nessuno mi parlò mai di compensi, in ogni caso... e io, da ingenua, lasciai correre, pensando che funzionasse così!
Decisi di abbandonare la tv per laurearmi. Con l'iscrizione alla specialistica, mi tornò la voglia di scrivere. Accettai di collaborare con una testata locale, messa in piedi da un gruppo dilettantistico che faceva capo ad un'associazione. Di pagamenti neanche a parlarne, a stento si riusciva a stampare le copie! Era in ogni caso una buona occasione per imparare ed essendo il giornale registrato, mi era stata garantita l'iscrizione all'albo dei pubblicisti. Dopo pochi mesi, però, la redazione si sfaldò... mi guardai dunque in giro per cercare altro.
Finalmente arrivò la "grande" occasione: la collaborazione con un'affermata testata locale, con una tiratura notevole e una solida azienda di comunicazione alle spalle. Ho passato due anni a consumare le scarpe e le ruote della mia auto, correndo su e giù per la provincia di Napoli in cerca di notizie, seguendo tutto ciò che avveniva in diverse amministrazioni comunali e pubblicando tra i cinque e i dieci articoli a settimana, sia sull'edizione cartacea che sul web. Credete che mi abbiano mai versato un euro? Ovviamente no... i pagamenti erano un argomento tabù. E così succedeva anche in altre testate. Non ho mai sentito di un ragazzo che è stato pagato, o ha ricevuto un rimborso spese.
Ero consapevole del fatto che, stando alla legge, il giornale avrebbe dovuto versare regolarmente dei contributi e pagarmi. Ma essendo questa la prassi, sono stata zitta. Lo so, direte voi, non avrei mai dovuto accettare queste condizioni. Ma o fai così, o sei fuori! E volevo disperatamente il tesserino...
Comunque, all'inizio del 2010 arriva finalmente l'agognato momento... finisco i due anni necessari per l'accesso all'Ordine dei Pubblicisti, metto insieme i miei articoli (solo una piccola parte, per raggiungere la quota minima richiesta... ma ne ho scritti più di duecento!!) e chiedo a chi di dovere di avviare la pratica... beh... ho aspettato sei mesi. Sei lunghi mesi. Di telefonate, di suppliche, di incursioni in redazione. Per interrompere il rapporto di lavoro e avere tutte le carte per richiedere il tesserino. Ci sono riuscita ieri, dopo l'ennesima piazzata in redazione - stavolta con i miei genitori (ebbene sì, ho dovuto trascinarmi dietro anche loro visto che nessuno mi dava retta!) - e una lite furibonda con l'amministratore e l'editore. Che hanno rivendicato il diritto di non pagarmi(ma quale diritto??? che rabbia!!!)e mi hanno insultata in tutti i modi, facendomi passare per una che li diffama. Sono state le paroline "avvocato" e "vertenza sindacale" a spingerli, finalmente, a farmi le carte. E volete sapere in che consistono, queste carte? Copia delle ricevute dei compensi per la collaborazione giornalistica. Copia fittizia, ovviamente, perchè non sono mai stata pagata un centesimo. E credetemi, ho lavorato fino all'esaurimento. E come gli altri ragazzi della redazione ho permesso loro di guadagnare sulle mi spalle. E pure tanto!
Sono stata poi, nel pomeriggio, dall'avvocato. Il quale mi ha spiegato il meccanismo perverso che sta dietro le testate giornalistiche: per ogni ragazzo che prendono, ricevono dalla regione fino a 700 euro di contributi. 700 euro!! Vi rendete conto?? Ma i collaboratori non vengono pagati. Mai. Vengono fatti lavorare, all'oscuro di tutto, sotto la minaccia di non ottenere il tesserino.
Beh, sappiate che nella provincia di Napoli nessuna testata paga. Nessuna! Spero davvero che altrove non sia così. Io purtroppo ho ceduto alla minaccia, mi sono piegata, pur di avere le carte. Mi sento debole, di fronte a questa cosa. Perdente, per avergliela data vinta. L'ho fatto solo perchè non volevo perdere due anni di lavoro... due anni intensi, e comunque belli, di lavoro... adesso ho paura di mandare il mio curriculum in altre testate. Ho paura di essere sfruttata di nuovo. Non voglio più essere trattata in questo modo, ma ormai so che questo è il sistema... spero di trovare il modo di non dover rinunciare al giornalismo. E' un lavoro che amo troppo!!!

Ps: Perdonatemi per il post lunghissimo... ma avevo davvero bisogno di sfogare tutta la mia amarezza!

LenuDC

9 anni, 2 mesi fa

Grazie mille per i suggerimenti :)! La cifra di 200 articoli è orientativa, all'inizio scrivevo effettivamente solo 2 o 3 pezzi a settimana, a partire dal 2008 ho lavorato come un mulo. Sempre in nome dell'esperienza e del curriculum! Meno male che almeno tutto questo è servito a farmi un nome...
Non so precisamente in cosa consistano questi 700 euro... sono informazioni che ho avuto ieri e devo ancora verificare con chi di dovere. Ignoro la cifra esatta e di quali contributi mi hanno parlato, ma mi è stato spiegato che le testate locali percepiscono dei fondi dalla Regione per ogni persona che assumono. Immagino si tratti di finanziamenti per l'inserimento di giovani nel mondo del lavoro... in ogni caso, anche senza quei soldi, ognuno di noi ha fatto guadagnare tantissimo al giornale in questione :)! Pensateci... un'intera redazione che lavora gratis, e una marea di soldi che viene dalla pubblicità!
Per quanto riguarda la questione della denuncia... sto vagliando anche questa ipotesi. E sono cosciente che ogni mia firma equivarrebbe a una dichiarazione di falso. Sto valutando tutti i pro e i contro... nei prossimi giorni andrò comunque all'Ordine a prendere tutte le informazioni necessarie. Ho già fatto qualche telefonata... e diciamo che anche lì sono già consapevoli della mia situazione. Perchè ne hanno viste tante, tutte identiche. Ragazzi costretti a firmare, a dichiarare cose non vere, pur di non veder sfumare il lavoro di tanti anni e per la paura di smuovere poteri più grandi di loro... all'Ordine già lo sanno. Purtroppo. (E che cavolo, mi viene da dire, volete fare qualcosa???)
La cosa che mi rammarica di più è proprio questa... il pensiero che il mio non è un caso isolato... non lo è per niente!

Eleonora Voltolina

9 anni, 2 mesi fa

Cara LenuDC, 200 articoli in 18 mesi sono oltre 2 articoli alla settimana. Tu puoi fare di più che chiedere il tesserino da pubblicista: puoi andare all'Ordine dei giornalisti della tua Regione e denunciare l'accaduto. Non si può farla passare liscia a questi mascalzoni.
Noi avevamo già trattato questi temi in un recente approfondimento: «Disposti a tutto pur di diventare giornalisti pubblicisti: anche a fingere di essere pagati. Ma gli Ordini non vigilano?» (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/articolo-finti-pubblicisti-contromisure-ordini)
Purtroppo, se ti presenti all'Ordine con i documenti falsificati che ti ha fornito la testata giornalistica, in cui si afferma falsamente che tu hai percepito compensi per le tue prestazioni giornalistiche, tu stessa commetti un reato! Leggi questo: «L'avvocato Gianfranco Garancini: "Chi falsifica la documentazione pur di entrare nell'albo dei giornalisti pubblicisti commette reati penali"» (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/intervista-avvocato-franco-garancini-cosa-rischia-chi-falsifica-documentazione-iscrizione-albo-giornalisti-pubblicisti). Pensaci. Ti siamo vicini.

PS: potresti spiegarci meglio 'sta storia dei 700 euro? Vorremmo approfondirla perchè ci puzza molto!!

giovyblues

9 anni, 2 mesi fa

Ti sono vicino per quanto ti è capitato, non ho parole...e neanche mi meraviglio perchè già era noto che anche in quel mondo le cose non vanno secondo giustizia...

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