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Lo stage, formidabile strumento di selezione

10 anni, 3 mesi fa di Paolo Citterio

Link all'articolo originale: Lo stage, formidabile strumento di selezione Lo scopo dello stage è quello di far conoscere ai neolaureati il mondo delle imprese per verificare se sono interessati - e adatti - a lavorare in azienda, oppure se la loro vocazione è quella di diventare dei liberi professionisti, insegnanti o altro.Attraverso l’associazione Gidp/Hrda, network di 2350 dirigenti del personale di aziende medio grandi (sopra i 250 dipendenti), noi prestiamo da tempo molta attenzione all’inserimento nelle imprese dei giovani neolaureati che si trovano per la prima volta a contatto ...

Riccardo

10 anni, 3 mesi fa

Gent.mo Dott. Citterio,
approfitto del Suo intervento, che trovo impeccabile dal punto di vista teorico, e della Sua esperienza per chiederle come mai c'è una disparità così palese tra quello che Lei giustamente afferma e le politiche delle risorse umane di praticamente tutte le aziende italiane con cui ho avuto a che fare finora, che sono incentrate solo (e sottolineo il solo) sul contenimento dei costi. Nessuno mette in dubbio che il costo del lavoro in italia sia elevato e che il contratto di lavoro abbia più "forza" di un matrimonio, ma personalmente la ritengo una politica alquanto miope. Non sto ad annoiarLa con le storie di tutti i miei colleghi/conoscenti italiani, ma dalle esperienze che ho avuto o mi sono state riferite ho potuto constatare quanto segue:
- le aziende italiane raramente rispondono all'invio di un CV. Neanche negativamente. Al massimo il "le faremo sapere".
- la retribuzione (ammesso che ci sia, per quanto riguarda gli stagisti) e la definizione esatta del ruolo restano spesso un mistero fino a quasi alla fine del processo di recruiting.
- nel caso di stagisti spesso si pretende "flessibilità" (ma solo unilaterale- per la serie tu stagista sei flessibile, io azienda no), e se sono meritevoli alla fine, nonostante il plauso per le loro prestazioni durante il periodo di "formazione", purtroppo non si può assumerli perchè non c'è budget o non si ha bisogno di una risorsa in più.
Ovviamente, queste sono le esperienze del mio piccolo, e ammetto che aziende di contesto multinazionale operano anche in modo diverso. Le prenda quindi come un singolo "feedback", magari sono stato anche sfortunato. Tuttavia se Lei riuscisse a spiegarmi quali misteriose teorie utilizzano i direttori HR italiani e magari convincesse gli iscritti delle istituzioni che Lei rappresenta a trattare i giovani, per quanto imbranati, come persone, gliene sarei molto grato.
La ringrazio anticipatamente se vorrà dedicare un minuto del Suo tempo per rispondermi.
Distinti saluti,
Riccardo

laura

10 anni, 3 mesi fa

sono d'accordo sul fatto che lo stage sia uno straordinario strumento di formazione.. me resta il fatto che tantissime aziende lo usano come mezzo per far fare da galoppini a ragazzi che non avendo trovato altro, o aspirando a un contratto non possono che sottomettersi a questa situazione. Forse la formazione va bene ma le aziende prendono stagisti, li formano e poi anche se validi li lasciano a casa perchè "assumerli sarebbe troppo costoso.. meglio un altro stagista che costa di meno" quindi alla fin e cosa li formano a fare?

laura

10 anni, 3 mesi fa

sono d'accordo sul fatto che lo stage sia uno straordinario strumento di formazione.. me resta il fatto che tantissime aziende lo usano come mezzo per far fare da galoppini a ragazzi che non avendo trovato altro, o aspirando a un contratto non possono che sottomettersi a questa situazione. Forse la formazione va bene ma le aziende prendono stagisti, li formano e poi anche se validi li lasciano a casa perchè "assumerli sarebbe troppo costoso.. meglio un altro stagista che costa di meno" quindi alla fin e cosa li formano a fare?

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