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Partire è un po' morire? Qualche volta, per i giovani italiani invece è l'unico modo per vivere

12 anni, 7 mesi fa di Eleonora Voltolina

Link all'articolo originale: Partire è un po' morire? Qualche volta, per i giovani italiani invece è l'unico modo per vivere Andare, restare. Tanti giovani italiani si trovano di fronte a questa scelta. Alcuni preferiscono rimanere qui, accettando le magre offerte del mercato del lavoro italiano o impegnandosi per cambiare la situazione. Altri partono.Scrive la 29enne Matilde in una lettera a Beppe Severgnini pubblicata oggi su Italians: «A 24 anni mi sono laureata in economia a Roma con il massimo dei voti e lì è iniziata la mia avventura come stagista: ho totalizzato più di due anni di contratti di stage, ...

mariacastaldo100

8 anni, 9 mesi fa

Ciao, vorrei sapere se al termine dello stage è previsto SEMPRE il rilascio di un attestato valido e quali caratteristiche deve avere per essere ritenuto tale.
Grazie.

treasured

12 anni fa

Vi dirò qualcosa di sconvolgente, che non avete mai sentito.

Sono una stagista.

Ho un contratto di un anno, con 28 giorni di ferie e i contributi per la pensione.
Lavoro esattamente nel settore per cui ho conseguito la mia laurea specialistica, anzi la laurea che conseguirò tra poche settimane: il mio curriculum era piaciuto talmente tanto che mi hanno presa sulla fiducia anche se ancora laureanda.
Ho l'orario flessibile, organizzo il mio tempo secondo le mie necessità, vado in palestra in pausa pranzo o la mattina dormo un'ora in più se mi va, devo solo totalizzare 42 ore alla fine della settimana. Ogni minuto fatto in più lo prenderò di vacanza quando vorrò.
Se non mi sento tanto bene il mio capo mi incoraggia a prendere un pomeriggio di riposo.
Alle 10 c'è la pausa caffè con tutti i colleghi: si ride e si scherza in serenità.
Guadagno 2700 euro. Sì, avete capito bene, 2700 euro per uno stage.
Mi vengono affidati compiti importanti e vengo lodata per il mio impegno e il mio lavoro.
La mattina sono felice al pensiero della giornata di lavoro che mi attende.
Ecco, questa è la mia esperienza nella giungla degli stage.

Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì, tutto ciò che avete letto succede in SVIZZERA.

Eleonora Voltolina

12 anni, 1 mese fa

Mariasole, Mchiara, grazie di essere venute qui a condividere con la Repubblica degli Stagisti la vostra storia... Perchè non ci raccontate un po' più nel dettaglio le vostre esperienze? In particolare, Mariasole, tu dici che il tuo stage si è rivelato un lavoro vero e proprio: ti va di dirci qualcosa in più? Anche via email, se non te la senti di parlarne in pubblico qui sul Forum. A Mchiara in particolare vorrei dire: non scoraggiarti. Sei giovane, brillante, puoi aspirare a ben altro. Gli stage gratuiti, e le imprese che ti guardano come un'aliena se fai notare che non vivi d'aria e che quindi avresti bisogno di un rimborso spese, lasciali perdere. Ci sono tante imprese che si comportano bene con gli stagisti: bisogna saperle cercare, con costanza e determinazione, scartando quelle poco serie così come loro stesse scartano i cv poco interessanti. L'importante è tenere sempre a mente che lo stage e il lavoro sono aspetti fondamentali della nostra vita, e che dobbiamo sceglierceli, non subirli. Il proverbio "Piuttosto che niente, meglio piuttosto" mettiamolo in soffitta!!

mchiara

12 anni, 1 mese fa

Ieri ho fatto un colloquio....mi hanno proposto 6 mesi a Milano (premetto che abito vicino Roma) senza alcuna retribuzione. Oggi un altro colloquio. Questa volta mi hanno offerto uno stage a Roma, di tre mesi con possibile (neanche sicuro, possibile) rinnovo per altri tre. Ovviamente non retribuito. Ma la cosa peggiore è che quando noi poveri "aspiranti stagisti" (perchè solo a quello possiamo aspirare)osiamo chiedere se è previsto un contributo, un rimborso spese un pasto caldo non so, veniamo guardati come alieni, additati e catalogati come figli di papà che pensano solo al denaro. Peccato che questi signori non sappiano quanto le nostre famiglie si siano sacrificate per mantenerci agli studi per farci fare stage gratuiti solo perchè fanno cv. Ho 23 anni, sono laureata e masterizzata con il massimo dei voti ma sto al 3° stage non retribuito. E stasera sono molto demoralizzata. Perdonate il mio sfogo ma so che voi potete capirmi!

Alice

12 anni, 2 mesi fa

Mariasole, secondo me il tuo stage rimane qualcosa di spendibile. Soprassiedo un attimo sul fatto che tu sia stata sfruttata e hai lavorato più dei tuoi colleghi assunti (una prassi che ormai sembra assodata tra i datori di lavoro degli stagisti): cerca di rivisitare questo aspetto a tuo favore. Sette mesi non sono pochi, anzi. Hai fatto un lavoro vero e proprio e questo è già un ottimo punto di partenza. Il fatto che tu abbia fatto ciò in veste di stagista secondo me non deve farti sentire più "piccola" e intimorita. Il tuo cv ha acquisito un valore aggiunto, e devi saperlo rivendere. Capisco il tuo scoraggiamento, ma ci sono passata anche io e ti assicuro che sentirsi più forti dopo uno stage è un sacrosanto DIRITTO DELLO STAGISTA. In bocca al lupo!

mariasole

12 anni, 2 mesi fa

Oggi dopo 7 mesi di stage mi chiedo cosa ho in mano..una carta spendibile o solo tempo buttato..il mio stage si è rivelato lavoro vero e proprio con tanto di responsabilità maggiore dei miei colleghi dipendenti e sfruttamento del mio lavoro. In breve quando sono entrata in azienda eravamo tre stagiste a dividersi il lavoro e ora a mano a mano che scadevano contratti sono rimasta solo io...non mi è stato insegnato niente, non ho fatto alcun corso come mi era stato promesso...sto preparandomi per imigrare non ce la faccio più..

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