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Contratto a chiamata nel commercio

2 settimane, 1 giorno fa di Joline84

Buongiorno a tutti, 

Vorrei esporre un dubbio riguardo un contratto lavorativo commerciale per sales assistant con modalità job on call a tempo determinato senza Monte ore parantite, presso un negozio di articoli per la casa.

Il contratto è stato stipulato dall' azienda per un lasso di tempo di  3 mesi con orario di disponibilità di un massimo di 38 h a settimana.

Nei primi due mesi il dipendente ha lavorato per circa 70 h mensili percependo regolarmente lo stipendio e la paga in base alle ore effettive lavorate e in base a una reale esigenza di prestazione lavorativa richiesta dall' azienda utilizzatrice.

Nell' ultimo mese e quindi a ridosso della scadenza del contratto il lavoratore, pur avendo dato disponibilità alla prestazione lavorativa non ha svolto nemmeno un ora di lavoro e non è stato chiamato per svolgere la prestazione.

La domanda che vorrei proporre è la seguente:

Se un lavoratore firma con l' azienda utilizzatrice un contratto a chiamata rendendosi disponibile con tutte le clausole legali annesse, può comunque essere vincolato per un mese e non lavorare nemmeno 1 h?

È  vero che il contratto prevede una prestazione occasionale ma perché non far lavorare un dipendente per un mese intero quando si poteva forse stipulare un contratto per minor tempo e per un reale esigenza?

Vorrei sapere se questo modus operandi è  legale ai fini della tutela dei diritti di un dipendente.

Cordiali saluti,

Joline84

1 settimana, 2 giorni fa

In risposta a #31505


Buongiorno,
Vi ringrazio per aver risposto alla mia domanda e per avermi dato delucidazioni al riguardo,
Sono il lavoratore in questione e rileggendo il contratto l' Azienda non prevede alcuna indennità nei periodi in cui non presta il servizio,
È anche vero che ho dato la disponibilità ma per un mese intero non ho lavorato e non sono stata contattata, era molto più sincero da parte dell' azienda stipulare il contratto nel mio caso fino a settembre per una " Reale esigenza" , visto che sapevano già che ad ottobre non avrei svolto nemmeno un ora..fra l'altro altro ho già ricevuto il piano orari del mese di ottobre e non svolgerò nemmeno un ora. Questo è l' inghippo dei contratti a chiamata.

Redazione_RdS

1 settimana, 6 giorni fa

Il lavoro a chiamata esiste proprio per venire incontro a quei datori di lavoro che non hanno una idea precisa di quanto avranno bisogno di un dato lavoratore, cioè della frequenza con cui sarà necessario farlo lavorare. E dunque anziché un contratto a tempo determinato part-time si opta per questa modalità "job on call" che può anche prevedere che per un certo periodo l'azienda non chiami il lavoratore, e che quindi il lavoratore non faccia ore o "giornate" per qualche settimana.

Anche per questo a volte viene aggiunta a questi tipi di contratto una cosa che si chiama "indennità di disponibilità", cioè una somma mensile che il datore si impegna a corrispondere per ripagare la persona dell'impegno a garantire disponibilità a prestare il proprio servizio, in attesa di chiamata.

V. art. 13 comma 4 della legge di riferimento, il decreto legislativo 81/2015: "Nei periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione il lavoratore intermittente non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 16".

Nel caso in questione, questa indennità è prevista nel contratto? Tu Joline sei la lavoratrice o la datrice di lavoro?

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