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Proposta costruttiva per attività di tirocinio non pertinente alla propria formazione

2 mesi, 2 settimane fa di Barbara Ilitnëg

Salve,

sono una laureata in Biologia, ho 31 anni, diverse esperienze lavorative alle spalle e ho iniziato da un mese un tirocinio extracurriculare in una piccolissima azienda di consulenza regolatoria (9 persone in tutto). Pur parlando solo l'inglese come lingua straniera, vengo tutti i giorni obbligata a tradurre i miei documenti anche in spagnolo, francese e tedesco, lingue da me mai studiate e che nessuno dell'ufficio parla. Da questa mansione deriva per me grande frustrazione. Pur essendo intelligente e rapida, svolgo questo incarico per la maggior parte del tirocinio e in maniera inevitabilmente lenta. Mi vengono imposte scadenze che reputo impossibili da rispettare e che, peraltro, corrispondo alle scadenze di consegna dei lavoratori subordinati per i quali svolgo il suddetto lavoro. Vengo sgridata se impiego troppo tempo a far tutto ma, quando chiedo gentilmente ma risolutamente al mio tutor (persona rude e non disponibile) di insegnarmi un metodo più rapido per fare le traduzioni, qualora ci sia, non sa cosa rispondere e continua a sbraitare. Stanno obbligando ingiustamente anche un'altra collega, altrettanto nuova ma con contratto subordinato, a svolgere la stessa attività, invece di assumere un laureato in lingue e liberarci da questo incubo. Nel complesso, a fine giornata siamo distrutte e ci sentiamo vittime di una strana ingiustizia che ci atterra psicologicamente. Cosa posso fare io, da tirocinante? Non voglio troncare il mio tirocinio perché ho bisogno di questi pochi soldi. Trovo inoltre le scadenze con i clienti ingiuste, visto che il lavoro che svolgo in precoce autonomia è quello che dovrebbe svolgere un subordinato esperto che sto praticamente rimpiazzando. Vi chiedo dunque un consiglio: potrei proporre almeno al datore di lavoro di consentirmi di seguire, durante le stesse ore di tirocinio, un corso in e-learning di tedesco (lingua che più di tutte è urgente conoscere in ufficio)? Le ore che perdo nel produrre testi, in totale confusione, senza capire dove iniziano e finiscono le frasi straniere, sarebbero le stesse che applicherei allo studio e potrei a quel punto apportare un po' di beneficio all'azienda e a me stessa.
Grazie mille per l'attenzione!

weldIng

1 mese, 2 settimane fa

In risposta a #27320

Però ti lamenti ti fai sfruttare e non fai nulla! Cerca altro e vai subito a lamentarti con l agenzia. Ti prendi responsabilità inaccettabili per essere una che non è nemmeno assunta! Il problema è che fai tutto quello che ti appioppano. Perché dovrebbero smettere? Esegui i tuoi compiti..assurdamente hanno ragione a fare così perché glielo permetti.

Redazione_RdS

1 mese, 2 settimane fa

Assolutamente sì, Barbara, contattare l'agenzia che ha attivato il tuo tirocinio è il primo passo da fare per dare una svolta alla tua situazione: è a loro che devi chiedere di monitorare a dovere il tuo stage affinché il progetto formativo venga rispettato. Perché da quanto racconti ci sono tutti gli elementi per poter dire con certezza che si tratta di lavoro dipendente mascherato da stage.
Facci sapere, e un caro saluto
In risposta a #post27320

Barbara Ilitnëg

2 mesi fa

Cara Redazione,


vi ringrazio tantissimo per la vostra attenzione e per il prezioso lavoro che svolgete, di enorme aiuto per tutti noi stagisti. La situazione del mio stage, a distanza di un mese, non è migliorata. La scrittura di documenti ufficiali in 5 lingue rimane un mio assurdo compito, a cui si sommano molte altre precoci responsabilità non di mia competenza (es. decisioni finali regolatorie, revisione ultima di documenti nelle stesse 5 versioni). Ho scoperto che gli altri lavoratori si dedicano a produrre solo il materiale in italiano e inglese e che il lavoro estenuante di produzione in 5 lingue con scadenze rapide sia lasciato solo a me. In pratica, aspettavano qualcuno a cui affidarlo, che in qualche modo riuscisse a cavarsela, pur di non farlo loro. Nel colloquio e nell'annuncio non c'era assolutamente riferimento a questa mansione specifica, per la quale non mi sarei mai candidata. Adesso che i compiti da svolgere diventano tanti, che vengo mortificata se faccio (poche, intelligenti e mirate) domande per svolgere bene il mio lavoro, mi rendo conto che mi trovo molto male e mi sento sfruttata. Mi dicono tutti che le decisioni finali sono le mie, che devo decidere io le questioni regolatorie ma io, tra traduzioni e simili, non sto ricevendo la formazione che desidero e sono diventata semplicemente una dipendente sottopagata. Se manco, il lavoro si ferma. Se mi assento, continuo a ricevere email con elencato cosa devo fare. E, ovviamente, se qualcuno riceve un lavoro extra, lo rifila a me. Io continuo a lavorare con attenzione ma penso di dover contattare l'agenzia tramite la quale ho attivato il tirocinio e di parlare anche con loro, in modo che possa ricordare all'azienda quali sono le mie competenze e quali i miei doveri. Ho ovviamente provato a parlare con i superiori ma non ho ricevuto nè ascolto nè aiuto. 

Grazie ancora! 

Redazione_RdS

2 mesi, 1 settimana fa

Ciao Barbara,
siamo un po' perplessi: perché mai - se l'unica lingua straniera che conosci è l'inglese, e per di più la tua formazione è in Biologia - dovresti svolgere un tirocinio come traduttrice? Come sei finita in questa situazione? Perché la traduzione, specie se di testi tecnici, non è cosa in cui ci si possa improvvisare. Quindi la domanda è: nel progetto formativo erano previste queste mansioni? Oppure ti sono state assegnate in corso d'opera? E poi, come si è svolto il processo di selezione, come è possibile cioè che tu sia stata selezionata per fare la traduttrice avendo un percorso formativo alle spalle di tutt'altro tipo?
La proposta che vuoi fare all'azienda riguardo il corso formativo è più che legittima, ma ci sembra prioritario approfondire prima i dettagli del tuo ruolo in azienda per capire fino a che punto abbia senso questo stage.
Facci sapere, e un caro saluto

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