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Identikit degli stagisti italiani: prorogato fino all'inizio di ottobre il sondaggio online promosso da Isfol e Repubblica degli Stagisti

Tre mesi fa, il 6 maggio, la Repubblica degli Stagisti e l'Isfol avevano lanciato un grande sondaggio online invitando tutti coloro che nella vita avessero fatto almeno uno stage a raccontarlo attraverso un questionario - veloce, facile e anonimo. Obiettivo: tracciare attraverso le testimonianze dirette una sorta di identikit degli stagisti italiani.Il sondaggio avrebbe dovuto chiudersi domani, ma abbiamo deciso di prorogarlo di due mesi, per dare il tempo a tanti altri di partecipare. Sono già oltre 2mila i questionari ...

Ultimo Post: 7 anni, 6 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Commercialisti, l'esame è una scommessa - Pianeta praticanti: inchiesta della Repubblica degli Stagisti / seconda puntata

Continua il viaggio della Repubblica degli Stagisti nel pianeta praticanti, per capire meglio chi sono, cosa fanno, come vivono. Dopo gli avvocati, ora è la volta dei commercialisti. La Catanzaro dei commercialisti è Milano. La calabrese città dei tre colli è stata per anni la Mecca di tanti praticanti avvocati che potevano contare su un’altissima probabilità di promozione [almeno fino alla riforma Castelli del 2003, che ha previsto la correzione delle prove in corti di appello di altre città].L’estrema disparità ...

Ultimo Post: 7 anni, 6 mesi fa

Di: Fabrizio Patti

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La denuncia del Financial Times: «Le aziende smettano di prendere stagisti per coprire i loro buchi di organico, e comincino a pagarli»

Sto mettendo in ordine le idee, appena ho un minuto scrivo...(isfol: già fatto!)

Ultimo Post: 7 anni, 6 mesi fa

Di: Cassandra

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Stage all'estero senza assicurazione sanitaria: le storie di chi ci è passato

neanche la copertura sanitaria...è clamoroso!

Ultimo Post: 7 anni, 6 mesi fa

Di: turi

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Michel Martone: ecco cosa penso degli stage

Professore, l'ultima risposta non è a mio parere corretta. All'estero funziona diversamente non perchè il mercato del lavoro funzioni meglio (il che è vero, tra l'altro) ma perchè è flessibile in ogni paese del mondo ad eccezione dell'Italia. In funzione della flessibilità un'azienda che operi in un altro stato non ha il problema di porsi il tema dell'errore di selezione perchè, sempre, in tutto il percorso professionale di una risorsa, potrà da essa separarsi se non sarà soddisfatta delle performance e dal suo sviluppo. In Italia l'errore di selezione lo paghi tutta la vita, ecco perchè le aziende approfittano di tutti i sistemi che la legge consente (anche se l'obiettivo del legislatore era un altro) per favorire periodi di flessibilità e usarli per la selezione. Poi, purtroppo, i managers, compresi quelli della HR, "dimenticano" l'origine di tutto e finiscono per abusarne, cambiarne la natura dell'uso etc. e tutto diventa un pessimo sistema.... Fabio Dioguardi, HR&Org Ferrero

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: ferrero

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MTV, la replica dell'azienda ai precari: «Dobbiamo far quadrare i conti»

MTV dice la sua. Lo fa attraverso il quotidiano economico Il Sole 24 Ore in edicola oggi: in un'intervista al giornalista Giuliano Balestreri l'amministratore delegato Gian Paolo Tagliavia replica alle accuse mosse all'azienda dai precari in agitazione da lunedì. Dando prima di tutto i numeri, un po' diversi da quelli divulgati dai sindacati: la popolazione dell'emittente, dice il manager, è di «230 dipendenti a tempo indeterminato, 35 a termine e circa 45 a progetto». 80 precari, pari al 35% del ...

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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MTV: il video dello sciopero di ieri, l'annuncio di quello di domani

È su YouTube il video del primo sciopero della storia di MTV Italia, che ha avuto luogo lunedì 20 luglio a Milano con un corteo di oltre cento persone da piazza Duomo fin sotto la sede dell'emittente: La rappresentanza sindacale unitaria, delusa per il silenzio dell'azienda, ha proclamato un altro sciopero per domani, giovedì 23 luglio. Si legge nel comunicato stampa: «I lavoratori di MTV proseguono la protesta contro i tagli indiscriminati ai precari in atto da mesi e annunciano ...

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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stage.stop.stage.stop.nuovostage.

Buongiorno a tutti. Mi chiamo Anna e ho curiosato un po' su questo interessantissimo sito; in particolare mi ha colpito la storia di Moijeprefere percè, per certi aspetti, è molto simile alla mia. Premetto, prima di raccontare la mia storia, che non ho un carattere molto diplomatico e neppure servile, cosa che, forse, mi ha risparmiato almeno qulache umiliazione. Ad aprile 2007 mi sono laureata a Milano in filosofia. Nel corso degli studi e subito dopo la laurea ho fatto lavoretti tipici da studente: call center, scrutatrice, promoter, hostess. Il mio obiettivo era quello di lavorare in una casa editrice che si occupasse di fotografia e arte, mie grandi passioni da quando sono piccola. A ottobre dello stesso anno inizio a collaborare con 1 rivista on line curata dal dipartimento di filo. e contemporaneamente mi iscrivo a 1 corso di formazione editoriale (corso che - dati certi dettagli - credo prporio sia lo stesso di Moijeprefere). I più bravi vincono alla fine 1 stage, in poche parole; io risulto brava, ma non fra i più bravi, quindi il mio "premietto" si risolve in 1 collaborazione non retribiuta via mail presso 1 agenzia letteraria (in pratica dovevo valutare testi di scrittori esordienti): possibilità di lavoro=0, possibilità di essere segnalati ad altre case editrici o che la cosa faccia curriculum=meno ancora. Abbandono e, grazie a un miscuglio di buona fortuna e faccia tosta, trovo uno stage, sempre non restribuito, nell'ufficio stampa di una famosa casa edi./galleria milanese: "certo non c'è rimborso e nemmeno la prospettiva di restare a fine stage, ma si respira un'atmosfera...", così mi dice la responsabile... forse io non avrò buon fiuto, sta di fatto che in 3 mesi sento solo odore di fotocopie, di inviti alle conferenze e di cataloghi e rassegne da portare avanti e indietro. Contemporaneamente seguo un corso di photoediting serale; il risultato è che - abitando fuori Milano - esco di casa alle 8.30 e ci ritorno a mezzanotte circa. Finito il mio tirocinio comincia un periodo di colloqui presso case editrici e riviste dagli esiti più strambi: dal "ci porti un'idea e vediamo che farne", al "no, non è previsto un rimborso, più che altro è per il prestigio, sa noi siamo molto conosciuti" (senza parole), per passare a "cerchiamo collaboratori che contribuiscano non per i soldi ma per l'idea del progetto" al fatidico e italianissimo "lei andrebbe anche bene, ma ci è stata presentata la cugina di...". Alla fine, passata un'estate di depressione allo stato puro, mi chiamano a fare un colloquio per uno stage come segretaria di redazione e ricercatrice iconografica presso una rivista che fa parte di un gruppo editoriale abbastanza grosso, avevo risposto alla loro inserzione, circa un mese prima. Il collquio va bene e mi propongono appunto 1 stage retribuito, di 6 mesi rinnovabili. Nonostante la posizione fosse scoperta da 1 mese e mezzo e quindi non avrei avuto nessun tipo di affiancamento (anzi dovevo sbrigare tutto il lavoro arretrato) e nonostante dopo 4 giorni il direttore si rivolgesse a me come se fossi lì da 1 anno, devo ammettere che è stato un periodo fantastico, ho conosciuto delle persone splendide con cui è scattata da subito un'incredibile sintonia. Inoltre ho capito che davvero voglio lavorare sulle immagini e sulla fotografia e non riesco a pensare a un futuro lavorativo completamente distante da questo ambito. Comunque, i 6 mesi passano, anzi volano, e, sul finire, tutti mi assicurano, anzi danno per scontato che avrei fatto altri 6 mesi (sempre di stage), non solo perchè soddisfatti, ma anche perchè non c'era nessun altro per quel tipo di ruolo; me ne vado l'ultimo giorno con il direttore che mi dice: "ci vediamo tra qualche giorno". I giorni però passano e diventano settimane, finchè scopro che l'editore - nella sua lungimirante politica aziendale - ha deciso di non rinnovare qualunque tipo di contratto nel momento in cui scade. Come se non bastasse, questo l'ho saputo da un ex-collega gentile e onesto, che non ringrazierò mai abbastanza, e non dall'ufficio del personale, che alle mie ripetute richieste di spiegazioni ha ribattuto "non è nel nostro ruolo sollecitare una risposta"! Ma la storia continua: grazie a una collaboratrice della rivista, vengo presa in una pseudo rivista, all'inizio per sostituire le centralinista in malattia e poi come assistente. Il rapporto era sancito da un fantastico contratto di collaborazione occasionale con ritenuta del 20%, dal 25-05 al 19-06, con annessa clausola, nel caso di "dimissioni", di dare un preavviso di 15 gg. Sono riuscita a sopravvivere 1 mese: la redazione consisteva in: una ricca (issima) signora che, per sconfiggere la noia, si era comprata una rivista mediocre e sconosciuta, giornalisti free lance a cui allungava soldi in nero e immagini prese dagli uffici stampa. Noi lavoravamo per esaudire i suoi vizi: prenotare voli e crociere per lei e famiglie, chiamare l'istruttore di equitazione della figlia, cercare un mago che intrattenesse i bambini mentre lei era a un party. Me ne sono andata schifata e delusa, molto delusa, non solo da lei ma da quaesto mondo di furbetti e di piccoli borghesi. Ora, con un'amica architetto, cerco di promuovere una linea di design da lei creata, ma finchè non riusciremo a venderla non ci saranno profitti per me, al massimo perdite. E pensare che sognavo di avere una casa tutta mia ed essere totalmente indipendente, ora anche cambiare il computer è un problema... Spesso mi viene in mente una frase di Hornby che dice: "Lei sapeva cosa vuol dire quando la vita non va secondo i tuoi piani", d'altra parte se uno rinuncia anche ai sogni allora hanno veramente vinto loro! Grazie per condividere la vostre esperienze, mi fate sentire meno sola!

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: Annina

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lo stage? un'occasione per l'azienda di avere manodopera a costo zero!!!!!!

Ciao Xeni, la questione del rimborso spese è assai delicata, ma lo è anche di più quella della "formazione". Le esperienze che ho vissuto, e quelle che hanno vissuto i miei amici, mi hanno insegnato che raramente da parte dell'azienda c'è la volontà di dare allo stagista l'opportunità di imparare, poiché nella maggior parte dei casi, alla fine del contratto il rapporto viene interrotto, e spesso cercano solo qualcuno che possa svolgere decentemente il proprio lavoro, pagandolo una miseria. Prendere trecento euro al mese, se ti vengono dati gli strumenti per crescere professionalmente, non è la fine del mondo. Il problema è che non ti formano, non ti assumono, e anche se impari qualcosa, lì fuori continui a trovare quasi esclusivamente proposte di stage, o contratti a progetto miseri. La mia impressione è che ogni volta si cominci da capo, e che non si vada mai avanti.

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: Amber_Rain

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Vita da stagista

Vivo a Roma, mi sono diplomata in grafica allo IED l'anno scorso, e mi ritengo (lo sottolineo solo perché questo piccolo particolare avrà un peso nella storia) piuttosto preparata. A fine settembre vengo contattata da un'azienda che aveva avuto il mio cv dalla scuola. Sostengo il colloquio, e mi propongono la solita settimana di prova. Settimana che va benissimo, e che mi fa guadagnare un contratto di stage che avrei dovuto firmare dopo una ventina di giorni (per questioni burocratiche con le quali non vi tedierò). Il posto, se devo essere onesta, non era granché, e non c'era alcuna possibilità che imparassi qualcosa: insomma, si trattava di un part-time retribuito male. Però, non essendoci di meglio all'orizzonte, mi ero detta che valeva la pena accettare, nonostante avrei dovuto realizzare un portale, facendoli risparmiare persino sul programmatore, che a loro avrebbe fruttato parecchio! Piccolo particolare: ogni volta che chiedevo a quanto ammontasse il rimborso spese, mi veniva detto: "eh, qualcosina, lo quantificheremo più in là". E lì, stupida io. C'è da dire che, nonostante fossi totalmente autonoma, per il timore che potessero cambiare idea, visto che non c'era ancora nessun contratto, spesso facevo anche più delle quattro ore che mi spettavano. Una volta, però, mi sono fermata per quasi due orette, e all'uscita chi incontro? Una ragazza dello IED che si era diplomata lo stesso anno. In sostanza, i furbi, stavano sviluppando due progetti in parallelo, sfruttando sia me che l'altra. Schifata, rinuncio allo stage. Dopo aver fatto altri colloqui, e aver scoperto solo dopo aver perso intere giornate che si trattava di uno stage gratuito, o che era previsto un rimborso spese ridicolo, arriva un'altra buona occasione: la Stanhome. Il primo incontro va benissimo. Vengo ricontattata dopo qualche giorno per sostenere la prova pratica, che va benissimo. Mi viene detto: "la chiameremo al massimo tra una settimana, in ogni caso". Dopo dieci giorni, nessuna telefonata. Sfinita da tre mesi di incontri fallimentari li chiamo io, e mi rispondono "ci stiamo ancora pensando, ecco perché non ci siamo fatti vivi. Potrebbe essere una cosa lunga, però. Se dovesse trovare lavoro, potrebbe avvertirci?". Rassegnata, dopo qualche settimana sostengo un colloquio alla LoJack. Mi viene dato un brief di tredici pagine, e mi viene chiesto di realizzare un concept per la prossima campagna. Lo faccio, torno lì dopo tre giorni, e mi viene chiesto di realizzarne altri. Insomma, l'ennesimo lavoro retribuito male con la scusa dello stage. Anche in quel caso, sarei stata l'unica grafica presente in ufficio. Cosa avrei potuto imparare, non è chiaro. A gennaio vengo contattata per un altro incontro, durante il quale metto subito in chiaro che avrei voluto un rimborso spese decente. Faccio il primo mese di prova, alla fine del quale mi accorgo che il mio tutor ne sapeva meno di me, e che nessuno sembrava intenzionato a ufficializzare la mia presenza in quel posto. Dopo un po' vado a parlare con il responsabile, il quale mi dice che vogliono assolutamente che rimanga, e che avrebbe parlato con il capo non appena possibile, per stabilire a quanto sarebbe ammontato il rimborso. Per farla breve: alla fine mi hanno dato 400 euro al mese, non mi hanno pagato i primi quindici giorni, e per i primi tre mesi non ho visto un soldo. Dopo pochi giorni, mi sono dovuta occupare di interi progetti, di mandare in stampa file in tremila copie senza che nessuno mi avesse spiegato cosa fare esattamente. Il mio tutor, assieme all'altro grafico, mi ha sempre riempito di lavori che ha puntualmente presentato ai clienti senza permettermi di partecipare alle riunioni. Non ho mai avuto orari, e a volte sono uscita dall'ufficio alle 21. Visto che loro avevano altre società, spesso sono andata in veste di fotografa a delle serate, benché non mi competesse e onestamente non ne capissi molto, lavorando dalle nove del mattino fino alle due di notte. Dulcis in fundo, ho scoperto solo alla fine che, a causa delle loro "dimenticanze", il contratto di stage partiva da maggio, mentre io ero lì da febbraio! Insomma, a luglio avrei dovuto finire tutti e sei i mesi, e invece ne terminerò a malapena tre ad agosto. Adesso ho deciso di lasciare Roma e di trasferirmi, sperando che altrove le condizioni lavorative siano decenti. La cosa incredibile è che ho sempre pagato il fatto di essere autonoma e in grado di gestire ogni cosa per conto mio, perché ho solo faticato il triplo senza imparare niente di nuovo, nel vano tentativo di farmi assumere dopo lo stage. Ora sono parecchio scoraggiata, e onestamente non so cosa aspettarmi dal futuro.

Ultimo Post: 7 anni, 7 mesi fa

Di: Amber_Rain

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