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L'Italia può ancora essere un "paese per giovani", o la fuga è l'unica soluzione? Dibattito a Milano con Eleonora Voltolina e Alessandro Rosina

La lettera di Pier Luigi Celli ha fatto scalpore. Quella lettera aperta in cui il direttore generale della Luiss - una delle più importanti università private del nostro Paese - consigliava  al figlio laureando, dalla prima pagina del quotidiano Repubblica, di scappare dall'Italia: «Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio», perchè un giovane brillante e volenteroso guadagna «un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai». Ed è vero, purtroppo.Ma la soluzione è davvero solo quella della fuga «dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati», come suggerisce Celli? Davvero i giovani italiani non hanno altre possibilità, e devono scegliere tra emigrare o restare in Italia grazie all'aiuto dei genitori che pagano i conti, integrano i magri stipendi e fungono da "ammortizzatori sociali" nei periodi di vuoto tra uno stage e l'altro, tra un contratto a progetto e l'altro?Il dibattito è aperto. C'è chi è andato all'estero ed è contento della sua scelta, la consiglia ad amici e parenti, e guarda chi resta con un misto di compassione e irritazione, della serie: "Ma come fate a restare lì? Ma perché non gli ridete in faccia, a quelli che vi offrono contratti da tre mesi o stipendi da 900 euro al mese?". C'è chi resta e si piega al sistema, volente o nolente, accettando retribuzioni da fame e facendo finta che sia normale a trent'anni doversi fare pagare l'affitto da papà o il dentista da mamma. E poi c'è chi non ci sta e prova a ribellarsi, ad alzare la testa, a chiedere al mondo imprenditoriale opportunità e condizioni lavorative dignitose e alle istituzioni riforme e controlli. Restando in Italia, però: che non sarà un Paese per giovani, ma è il nostro Paese.Il circolo interuniversitario del PD di Milano organizza giovedì 17 dicembre un incontro su questo tema: «Non è un paese per giovani !!! per la nostra generazione è possibile un riscatto?» [nell'immagine qui sopra, la bella locandina disegnata per l'occasione da Danilo Aprigliano]. Gli ospiti sono Alessandro Rosina, docente universitario e autore del libro Non è un paese per giovani (Marsilio), ed Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti. Per una riflessione sull'Italia di oggi, sulle opportunità che offre ai suoi giovani, sui modi per uscire dallo stallo e tornare a investire sulle nuove generazioni.  A fare gli onori di casa il portavoce del circolo Guido Zichichi e Giorgio Uberti, membro della direzione regionale dei Giovani Democratici della Lombardia.L'appuntamento (anche su Facebook): è per le ore 21 a Milano, al Circolo di Porta Venezia in via Pergolesi 15 (a due passi dalla stazione Centrale - le fermate di metropolitana più vicine sono Loreto sulla linea rossa e Caiazzo sulla linea verde). Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Caro Celli, altro che emigrare all’estero: è ora che i giovani facciano invasione di campo e mandino a casa i grandi vecchi- «Non è un paese per giovani», fotografia di una generazione (e appello all'audacia)- Stage gratuiti o malpagati, ciascuno può fare la rivoluzione: con un semplice «no»- Trentenni italiani, la sottile linea rossa tra umili e umiliati nel libro «Giovani e belli»

Fiera Incontro a Vicenza giovedì 3 e venerdì 4 dicembre: la Repubblica degli Stagisti al convegno «I contratti del primo lavoro di neodiplomati e neolaureati»

Giovedì 3 e venerdì 4 dicembre per i giovani veneti l'appuntamento è a Vicenza con Incontro, fiera del lavoro [nell'immagine, l'homepage del sito], che l'anno scorso aveva contato 22mila visitatori e che quest'anno riceve il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, oltre alla collaborazione della Fiera di Vicenza che ospita l'evento. Ci sarà anche la Repubblica degli Stagisti, invitata venerdì 4 al convegno «I contratti del primo lavoro di neodiplomati e neolaureati - Dagli istituti della legge Biagi alla proposta del nuovo contratto di transizione», per portare l'esperienza del Bollino OK Stage come modo per incentivare le aziende ad utilizzare in maniera virtuosa questo strumento di traghetto dalla formazione al lavoro. Il convegno, coordinato dal giornalista Romano Benini (autore tra l'altro della trasmissione Okkupati di Rai3) ha come relatori: Sergio Rosato, direttore dell'ente Veneto Lavoro; Morena Martini, assessore al Lavoro della provincia di Vicenza; Mauro Capitanio, presidente nazionale della Fondazione dei Consulenti del Lavoro; Maurizio Castro, senatore e membro della Commissione Lavoro del Senato; Alessandro Ramazza, presidente di Obiettivo Lavoro ed Elena Donazzan, assessore alle Politiche dell’istruzione e della formazione della Regione Veneto. Il convegno si tiene dalle 10 a mezzogiorno nella Sala Palladio della Fiera: la partecipazione è libera.Alla fiera partecipano un centinaio tra imprese pubbliche e private ed enti di formazione, tra cui anche una delle prime che hanno aderito al Bollino OK Stage sottoscrivendo la Carta dei diritti dello stagista: la società di consulenza PricewaterhouseCoopers, con la sua sezione Advisory. Ed ecco l'elenco degli altri partecipanti: acciaierie Valbruna, Actl - Sportello Stage,  Agenziapiù, Air Columbia, Alleanza, Andritz Hydro, Arma dei Carabinieri, associazione Artigiani della provincia di Vicenza, Auchan, Avant Job, azienda Ulss n. 6 di Vicenza, Bakeca, Banca Antonveneta, Banca Popolare Di Vicenza, Berendsohn Italiana, Bricocenter, C.S.F.O. Centro Studi Formazione, Camera di commercio di Vicenza, Cattolica Previdenza, centro edile Andrea Palladio, centro studi Comunicare L'impresa, Chebanca!, Cna Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, Comando militare Esercito Veneto, Confindustria Vicenza, Consiglio nazionale Ordine degli psicologi, De' Longhi, Dis, Enaip Veneto, ente bilaterale Settore Terziario nella provincia di Vicenza, ente di formazione I.Ri.Gem., Erdisu Di Udine, Esl Soggiorni Linguistici, Eurocom, Euroconsulting, Factory School, Fiamm, Fondazione Consulenti per il lavoro, Fondazione Cuoa, Fondazione Giacomo Rumor - Centro Produttività Veneto, Fondazione Studi universitari di Vicenza, Forgerossi, Forgital Italy, Gi Group, Goccia Di Carnia, Goodyear Dunlop Tires Italia, Guardia Di Finanza, Hr Soluzioni, Informagiovani, Isfol, Istituto Arte applicata e design, Istituto design Palladio, Istituto europeo di design, Italia Lavoro, Jest Junior Enterprise, Job Buster, Jobadvisor, Jobbing Centre, Kärntner Sparkasse Ag, Lavoro e formazione, Libera Accademia di belle arti, Ls - Learning Strategies, Luiss Guido Carli, Luxottica, Marelli Motori, Marina militare, Medialabor - Jobonline, Mercurius Network, Miur - ministero dell'Istruzione, Naba - Nuova accademia di belle arti di Milano, network delle università italiane, Network Training, Pietro Fiorentini Spa, Polizia municipale di Vicenza, Polizie locali Pedemontana, provincia di Vicenza, questura Di Vicenza, Regione Veneto, Risorse In Crescita,  Rondina Editore (Il Lavoro), Scuola Mediatori Linguistici, Sida Group, Trenitalia, Triveneto Lavoro, U.E.D. Alta Formazione Professionale, Uannabe.Com, Unhcr - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Uno Magazine, Veneto Strade e Youcvm, e inoltre le università Bocconi, Ca' Foscari di Venezia, di Padova, di Trento, di Trieste, di Udine, di Verona e lo Iulm di Milano.A tutti è aperto anche il concorso fotografico Faccia da Cu... rriculum!, che mette in palio un weekend in Trentino e due iPod.L'appuntamento è al quartiere fieristico di Vicenza dalle 9 alle 18; l'ingresso è gratuito.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- «Giovani e lavoro, il mercato oggi cerca profili tecnici e commerciali»: intervista a Laura Cassetta, project manager di Fiera Incontro

Palazzo delle Stelline, 3 dicembre: al Jobmeeting di Milano anche le «aziende col Bollino» JT International e Johnson & Johnson Medical

Questa settimana il Jobmeeting sbarca a Milano, nella splendida cornice del Palazzo delle Stelline [nell'immagine]. La data: giovedì 3 dicembre, dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio. Un'occasione di incontro tra giovani, imprese e intermediari che si occupano di formazione e placement ma non solo: anche un luogo di approfondimento, confronto e dibattito con l'obiettivo di fornire a chi sta completando gli studi o cercando lavoro una bussola per orientarsi nel labirinto delle proposte di lavoro e di stage, dei colloqui, delle opportunità di carriera. Nel corso del Jobmeeting, dalle 14 alle 15 la Repubblica degli Stagisti offrirà ai visitatori l’approfondimento «Stage, ecco come scegliere quello giusto e davvero utile»: insieme a Eleonora Voltolina ci sarà Marianna Fabiani dell'ufficio Risorse umane di JT International Italia, una delle aziende che hanno aderito all'iniziativa Bollino OK Stage sottoscrivendo la Carta dei diritti dello stagista. Il seminario avrà luogo nell’area centrale della manifestazione, l'Arena, che ospiterà durante tutto l'arco della giornata relatori che affronteranno diversi argomenti relativi al placement e raccoglieranno le opinioni e i commenti dei visitatori.All’evento, giunto alla nona edizione in quel di Milano, patrocinato  dall'università Statale e dall'Asfor e realizzato da Cesop con la collaborazione di Unyonair (il progetto di Radio24 per le web radio universitarie) partecipano una quarantina di espositori tra aziende ed enti, tra cui appunto JT International e anche un'altra azienda che ha recentemente aderito al Bollino OK Stage, Johnson & Johnson Medical. Ci saranno inoltre Accenture, Air Liquide Italia, AlmaLaurea, Arval, Auchan, Barclays, Bayer, Bnl - Gruppo Bnp Paribas, Bosch, Business School del Sole 24 Ore, Coca-Cola Hbc Italia, Credem Banca, E.ON Italia, Eni, Ernst & Young, Gi-Group, Gruppo Banca Sella, Gruppo Bancario Credito Valtellinese, Gruppo Ferrovie dello Stato, Gruppo Telecom Italia, Gruppo Zucchetti, Heineken Italia, Ice - Istituto nazionale per il commercio estero, Indesit Company, Intesa Sanpaolo, Istituto Europeo di Design, Mib School of Management, ObjectWay, Philip Morris Italia, Pirelli, Roche, Trovolavoro.it, Unilever, Visiant e Wind Telecomunicazioni.Gli altri appuntamenti della giornata: alle 10 e mezza si apre con il seminario «Le nuove professioni del web 2.0» con Giulio Xhaet, esperto di social media; a seguire «Myspace: “Social Entertainment & Video Advertising: contenuti di qualità per avvicinare passioni e aziende”» con Francesco  Barbarani, head di Fox Networks Italia. A mezzogiorno e mezzo è la volta di Antonio Incorvaia, autore dei libri Generazione mille euro e Jobbing e oggi web project manager di Blogosfere: il suo seminario si intitola «Professione Blogger: informazione made in internet». Dopo la pausa pranzo il seminario sugli stage della Repubblica degli Stagisti, a seguire «Opportunità di lavoro e carriera nel mondo delle professioni legali» con alcuni rappresentanti di studi legali d’affari, e infine «…e al momento della firma: alcune cose da sapere sui contratti di lavoro» con l'avvocato Emiliano Ganzarolli dello studio Tosetto, Weigmann e associati che farà al pubblico una panoramica delle informazioni utili rispetto al diritto del lavoro.L’ingresso al Jobmeeting è gratuito; per raggiungere il Palazzo delle Stelline, in corso Magenta, 61 la fermata della metropolitana più vicina è Cadorna (linea 1 rossa e linea 2 verde). Tutti i visitatori riceveranno in omaggio una copia di Ateneo&Azienda 2009 – the neojob directory. L’elenco completo e sempre aggiornato deille aziende partecipanti è disponibile sul sito Jobmeeting.it. Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Seminario sugli stage della Repubblica degli Stagisti al Jobmeeting di Milano: il video  

Si apre il bando per seicento stage da mille euro al mese alla Commissione europea

Da oggi 1° dicembre 2009 si aprono le candidature per circa 600 stage alla Commissione europea, con un rimborso spese di oltre mille euro al mese. 550 posti sono destinati ad administrative traineeships, dunque aperti a tutti, mentre i restanti 50 sono riservati a interpreti e traduttori (translation traineeship). Quasi tutti gli eurostagisti saranno spediti a Bruxelles, tranne una cinquantina che verranno dislocati a Lussemburgo.«Avviamo ogni anno circa 1200 stage, per i quali ci arrivano in media 11mila richieste [quindi statisticamente la probabilità di vincere una di queste occasioni è più o meno una su dieci, ndr]. Li dividiamo in due "training period", uno a marzo e uno a ottobre», fanno sapere alla Repubblica degli Stagisti dall'ufficio stage della Commissione. «Negli ultimi due anni gli stagisti italiani sono stati 301, il 12% del totale». Gli stage durano cinque mesi e non sono prorogabili; alla fine la Commissione rilascia un attestato di frequenza. Ogni stagista percepisce un rimborso spese di circa 1050 euro al mese (pari a un quarto del salario base di un dipendente di fascia AD 5/1), a cui si vanno ad aggiungere altri due benefit: la possibilità di utilizzare la mensa a prezzo agevolato e un rimborso spese per il viaggio di andata e ritorno (ma attenzione, non per i viaggi intermedi).Gli eurostagisti hanno in media 26 anni: prendendo in considerazione i 2403 stagisti del 2008 e 2009, il 30% aveva tra i 20 e i 24 anni, oltre il 60% tra i 25 e i 29 anni, e solo il 10% più di trent'anni. Netta la preponderanza delle ragazze: sono addirittura il 70%. Tutti devono parlare fluentemente almeno una delle tre lingue utilizzate per i lavori della Commissione (inglese, francese e tedesco).Il budget a disposizione per questo progetto è di circa 1 milione e 250mila euro ogni anno. Ma perchè dare agli stagisti un rimborso spese così congruo, quando si potrebbe averli senza sborsare un euro? La risposta di Annemarie Bruggink, responsabile dell'ufficio stage della Commissione, alla Repubblica degli Stagisti è lapidaria: «Far lavorare la gente senza pagarla? E come dovrebbero mantenersi? Questa non è l'immagine che l'Europa dovrebbe dare». Meditate, connazionali, e imparate...Tornando al bando in questione. I requisiti per potersi candidare sono: essere cittadini di uno dei Paesi membri dell'Unione europea (o candidati a diventarlo) e avere almeno una laurea triennale. Nella maggior parte dei casi i vincitori  risultano essere laureati in giurisprudenza o economia, ma il bando è aperto a tutti i tipi di laurea. Non ci si può candidare nella stessa sessione per gli stage amministrativi e per quelli di interpretariato: bisogna scegliere quale carta tentare. Sul sito [nell'immagine], l'ufficio stage della Commissione assicura che a tutti i partecipanti verrà data via email entro la metà di luglio una risposta, sia positiva sia negativa, e che poi i selezionati riceveranno tramite posta anche la documentazione cartacea per l'avvio dello stage.Inutile provare a candidarsi se si ha già nel curriculum un'esperienza retribuita in un'istituzione europea (Parlamento europeo, Consiglio dell'unione europea, Commissione europea, Corte di giustizia europea, Corte dei conti europea, Banca centrale europea, Banca europea di investimenti, Fondo europeo per gli investimenti, Comitato economico e sociale europeo, Comitato delle regioni, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Ufficio europeo di selezione del personale, European administrative school, Ufficio dell'Ombudsman dell'Unione europea e Ufficio del Garante europeo della protezione dei dati), come stage o lavoro, di durata superiore a sei settimane.Le candidature restano aperte da oggi fino al 15 febbraio del 2010: i fortunati vincitori cominceranno il loro stage a ottobre 2010.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Un lettore alla Repubblica degli Stagisti: grazie a voi ho vinto un tirocinio Schuman al Parlamento europeo- Opportunità di stage all'Agenzia europea per i diritti fondamentali con rimborso spese di mille euro al mese- Stage all'Agenzia europea per i diritti, le voci degli «ex»: Emanuele Cidonelli, ecco la mia esperienza a Vienna- Stage retribuiti all'ufficio dell'Ombudsman dell'Unione europea, ancora una settimana di tempo per candidarsi

Neolaureati, le aziende vi vogliono così: ecco i risultati dell'indagine Cilea - Stella

Arrivati alla laurea, finiti i festeggiamenti per il titolo di “dottore”, inizia la ricerca del lavoro. Quali sono le caratteristiche che le aziende prendono in maggiore considerazione? Prova a rispondere a questa domanda il network interuniversitario lombardo Cilea che utilizza il sistema Stella, tramite un’indagine su quelle aziende che nel periodo marzo 2007- giugno 2008 hanno attivato il servizio Vulcano, per la ricerca dei curriculum dei laureati dell’ateneo Milano-Bicocca. La ricerca è stata svolta sui dati forniti dagli atenei del capoluogo lombardo, con questionari rivolti alle aziende che hanno assunto o hanno ospitato per stage gli studenti laureati. Secondo il network Stella il tasso di “efficienza” degli atenei lombardi si attesta tra il 40 e il 50% di immatricolati a lauree triennali che ottengono il titolo in meno di quattro anni, contro una media del 25-30% per il resto d’Italia. Particolarmente elevate le percentuali nelle discipline mediche (80%), delll’architettura e psicologiche (entrambi 60%).Il campione comprende quasi 600 imprese, in gran parte concentrate nel capoluogo lombardo ma con una rappresentanza anche di tutte le altre regioni italiane. Al primo posto delle caratteristiche che attraggono l’attenzione dei direttori del personale vi sono dati anagrafici e carriera scolastica: due informazioni che, intrecciate tra loro, dicono molto rispetto alla velocità  e ai risultati con cui si sono conclusi gli studi universitari. Particolarmente importanti la facoltà e il corso di laurea prescelti e gli anni trascorsi sui libri, mentre nella maggior parte dei casi si fa minore attenzione al voto di laurea (meglio prima che meglio,  insomma) ed è poco significativo l’argomento scelto per la tesi. Ben più importante del titolo della tesi, infatti, è il poter vantare esperienze all’estero perché spesso sono sinonimo di buona conoscenza della lingua straniera: l’inglese è al primo posto in assoluto per importanza, così come è un buon punto a favore conoscere altre lingue europee; chi conosce qualche lingua orientale deve avere la scaltrezza di orientarsi verso un settore o un’azienda che abbiano degli interessi reali in quei Paesi, altrimenti questo ottimo punto nel curriculum rischia di non venire valorizzato. Scontate le conoscenze informatiche di base, di cui non può fare a meno qualsiasi neolaureato: richieste anche la capacità di destreggiarsi coi sistemi operativi, linguaggi di programmazione e sistemi di gestione database. Al momento di dover valutare una rosa di candidati, le risorse umane preferiscono chi ha già esperienza lavorativa, meglio ovviamente se nel settore in cui opera l’azienda: ben visti quindi i giovani che hanno già alle spalle stage aziendali, purché siano stati veramente formativi. Tra i criteri di scelta dei candidati non mancano gli aspetti attitudinali valutati in sede di colloquio, mentre pochissima importanza viene attribuita al genere (femmina o maschio) del candidato.Dalla ricerca emerge anche una frenata del boom di laureati triennali: molti, infatti, dopo aver conseguito un titolo di primo livello continuano gli studi intraprendendo la specialistica. L'81% dei laureati di primo livello ha meno di 23 anni, mentre la percentuale di chi è in pari con gli esami si abbassa alla specialistica: solo il 61% dei laureati di secondo livello, infatti, ha un'età inferiore ai 25 anni. Buone le medie dei voti: se il 62% dei dottori di primo livello ha una votazione superiore a 100/110, la percentuale aumenta all'84% nella specialistica. Se questa indagine potesse parlare, probabilmente direbbe ai giovani studenti universitari: pensate un po' meno al voto, e sbrigatevi a finire. Eleonora Della RattaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Stagisti e figli della riforma universitaria, l'identikit di Almalaurea- Ingegneria ma non solo: quali sono le lauree più utili per trovare lavoro?- Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage- Video curriculum per andare all'estero

Uno stage su due non prevede rimborso spese, meno di uno su cinque porta a un contratto: in anteprima i primi risultati del sondaggio Isfol - Repubblica degli Stagisti

Ricordate il sondaggio online Repubblica degli Stagisti - Isfol dedicato agli stagisti? Si è chiuso il 6 ottobre, raccogliendo quasi 3mila questionari. I risultati sono ora al vaglio dei ricercatori dell'Isfol, e l’identikit verrà presentato in un convegno a gennaio 2010. Ma eccone una piccola anteprima, presentata oggi nel corso della fiera Job&Orienta a Verona.All'appello hanno risposto soprattutto le donne (68,9%) e i 25-30enni, che sul totale dei partecipanti rappresentano la fetta più rilevante (65,2%), mentre solo il 16,1% ha più di trent'anni e il 18,7% meno di 24. A livello geografico, i ragazzi del nord sono i meglio rappresentati: costituiscono oltre la metà del campione (un terzo delle voci provengono da Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria; un altro quinto da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna). «Ciò rispecchia un trend già evidenziato dalle indagini di Unioncamere, per cui al nord si fanno più stage che altrove» ricorda Pietro Taronna, dirigente dell’Isfol «Ma sicuramente conta anche il fatto che tra i siti che più hanno contribuito a promuovere il nostro sondaggio, pubblicando il banner o inserendo la notizia nella loro newsletter, vi siano tante università del nord: anche per questo, quasi tutti coloro che hanno partecipato sono laureati». Infatti la metà (44,6%) dei partecipanti ha una laurea specialistica o vecchio ordinamento; un 27,1% ha una laurea triennale, e un 13,7% addirittura un diploma di master. Ciò dimostra che lo stage è un'esperienza che oggi riguarda nella maggior parte dei casi persone con un alto grado di istruzione.Uno su tre ha fatto lo stage mentre studiava: il 29,6% durante l'università, il 6,9% durante il master, un interessante 4,1% già durante la scuola superiore, il 5,7% mentre faceva un corso di formazione professionale. «Ma ben due su tre hanno invece fatto stage solo dopo il periodo di formazione» commenta Ginevra Benini, ricercatrice dell'Isfol: «il 40,9% dopo l'università, l’8,2% dopo il master. Questo, come già avevamo rilevato nel manuale Isfol Progetta il tuo stage in Europa, comporta per i nostri giovani una perdita di tempo che in altri Paesi non si verifica».Nella maggior parte dei casi (37,8%) le persone che hanno partecipato al sondaggio sono oggi in cerca di lavoro; un'altra percentuale rilevante sta ancora studiando all'università (21,4%) o sta completando un master (2,4%). Solo uno su quattro (28%) è già occupato.Per quanto riguarda il numero degli stage, quelli che il direttore della Repubblica degli Stagisti Eleonora Voltolina definisce i "serial stagisti" – coloro che hanno fatto tre o più stage – sono quasi uno su cinque.Alla domanda "Cosa ti aspettavi di ottenere dallo stage?" la risposta secca di quasi la metà dei partecipanti (43,9%) è: trovare un lavoro. Molto distanziate le altre opzioni: "completare la mia formazione" raccoglie per esempio solo un quinto delle preferenze, "orientarmi nel mondo delle professioni" ancora meno (il 18,3%). «Dal sondaggio, come prevedevamo, emerge quindi che i ragazzi vedono nello stage essenzialmente una strada per entrare nel mondo del lavoro» rileva Voltolina: «Eppure questa aspettativa viene quasi sempre frustrata. In quasi la metà dei casi lo stage si conclude con una stretta di mano e un arrivederci, ed è allarmante che addirittura una volta su cinque (18,5%) la proposta che arriva sia quella di una proroga dello stage – che invece dovrebbe essere una circostanza più unica che rara». I casi in cui lo stage si trasforma in un vero e proprio contratto sono pochi: un 8% dei partecipanti al sondaggio dichiara di aver ottenuto un contratto a progetto, un 7,9% un contratto a tempo determinato, un 6,5% una collaborazione occasionale. Solo 3 stage su 100 si trasformano nel contratto più ambito, quello a tempo indeterminato.Ma dove si va a fare lo stage? In un terzo dei casi presi in esame attraverso il sondaggio in una piccola impresa, con meno di 50 dipendenti. Un'altra fetta sostanziosa (26,4%) va invece, all'estremo opposto, in una grande impresa, con oltre 250 dipendenti. In generale il settore più gettonato per i tirocini è "comunicazione, spettacolo e pubblicità"; seguono a ruota "servizi alle imprese e società di consulenza" e "turismo, ospitalità e tempo libero". Uno su cinque va in un ente pubblico. Nella maggior parte dei casi gli stagisti vengono inseriti nell'area "relazioni esterne, ufficio stampa, eventi" e in quella "marketing e pubblicità".Dal punto di vista logistico, dal sondaggio emerge che fare lo stage non sempre è comodo: meno della metà dei partecipanti lo fa nella sua città. «Uno su quattro fa il pendolare per raggiungere il posto di stage, e addirittura il 28,5% si deve trasferire in un'altra città» riassume Taronna. Con conseguenti costi di trasporto, vitto e alloggio «il più delle volte bellamente ignorati dai "soggetti ospitanti"», come sottolinea Voltolina: «Prova ne sia che quasi la metà delle voci che abbiamo raccolto dichiara di non aver ricevuto nemmeno un euro di rimborso spese, a cui se ne aggiunge un altro terzo che ha ricevuto un compenso poco più che simbolico, meno di 500 euro al mese». Pochi fortunati ricevono un rimborso spese sostanzioso: un 14% prende tra i 500 e i 750 euro al mese, e un 6,9% addirittura oltre 750 euro al mese. «Per fortuna c'è almeno l'abitudine a rimborsare i pasti» aggiunge Benini «quasi due stagisti su tre raccontano di aver avuto a disposizione la mensa o i ticket restaurant». Per trovare lo stage pochissimi - solo il 2,2% - si rivolgono a un centro per l'impiego. Più spesso si affidano all'ufficio stage dell'università o ad associazioni studentesche (28,2%) o al fai-da-te delle candidature spontanee e degli annunci su Internet (26%).In quasi la metà dei casi (45,3%) la durata dello stage è compresa tra i 4 e i 6 mesi. Uno stage su dieci dura addirittura di più, tra i 7 e i 12 mesi. «Un preoccupante 2% degli intervistati dichiara poi una durata superiore a 12 mesi», lancia l’allarme Voltolina: «essendo questo legale solo per gli stagisti portatori di handicap, si può supporre purtroppo un utilizzo disinvolto dei termini massimi indicati dalla normativa per la durata da parte di imprese ed enti meno seri».La percentuale di coloro che portano a termine lo stage è schiacciante: oltre il 90%. Chi lo interrompe prima, lo fa soprattutto (5,6%) perché insoddisfatto o per passare a un'offerta migliore (3,4% un lavoro, 0,7% uno stage a condizioni più vantaggiose). «È però la figura del tutor a rappresentare la nota dolente» rileva Benini: «Solo la metà dei partecipanti è soddisfatta del suo». Nell'altro 50% dei casi, il tutor viene definito poco presente (18,6%), o "un altro rispetto a quello indicato sul progetto formativo" (6,8%), o addirittura "niente di più che una firma sul modulo" (17,8%). «In generale, però, chi ha partecipato al sondaggio conserva un ricordo positivo del suo stage» sottolinea Taronna: «per oltre la metà dei nostri intervistati la qualità dello stage è stata "buona" (35,3%) o addirittura "ottima" (18,1%)». A fare da spartiacque, poi, il giudizio "sufficiente" scelto da un partecipante su cinque; sotto questa soglia c'è un 18% che definisce "mediocre" il suo stage, e quasi uno su dieci che lo bolla senza pietà come "pessimo".«A chi ha dato un giudizio negativo abbiamo chiesto infine di approfondire, spiegando nel dettaglio cos'è che era andato storto» chiude Ginevra Benini: «Nella maggioranza dei casi il problema è quello di non avere un ruolo preciso (18,3%), di aver svolto esclusivamente mansioni di basso profilo (17,4%) e di essersi sentiti abbandonati da un tutor poco presente (9,5%)».I risultati completi del sondaggio verranno presentati da Isfol e Repubblica degli Stagisti a gennaio.
 Per l’elaborazione di questa anteprima, prezioso è stato l’apporto dei due ricercatori dell’Isfol Giuseppe Iuzzolino e Silvia Lotito.Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita di questa iniziativa veicolando la notizia del sondaggio, e in particolare: la testata online Lavoratorio.it, i siti delle università Statale di Milano, di Genova, di Torino (in particolare con la facoltà di Economia), di Bergamo, di Parma, di Verona, di Padova, del Piemonte orientale, del Politecnico di Torino, della facoltà di Lettere di Roma Torvergata; i siti dei centri per l'impiego di Rimini (Riminimpiego) e di Frosinone (Frosinone Lavoro); i siti di Jobmeeting, Cesop e AteneoAzienda; Jobsoul; Veneto Lavoro; Stageadvisor; Step 1, giornale online dell'università di Catania.  

La Repubblica degli Stagisti a Verona mercoledì 25 e giovedì 26 novembre

Trasferta a Verona per la Repubblica degli Stagisti. Mercoledì 25 novembre Eleonora Voltolina presenta il lavoro del sito nell'incontro pubblico «Servizi e tutele per i giovani  che entrano nel mondo del lavoro» insieme ad Antonino Leone, fondatore del blog Cambiamento nelle organizzazioni, e Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale del PD di Verona. Coordina Federico Benini, coordinatore comunale di Generazione democratica. L'appuntamento è nella sede del PD di piazza della Cittadella 22 a partire dalle 18:30 [a questo link l'evento su Facebook]. In questa occasione Voltolina e Leone rilanceranno la recente proposta sugli stage negli enti pubblici: attribuire ad essi un valore in punti da far valere nei concorsi, per "bilanciare"  almeno un po' gli svantaggi economici (raramente infatti gli stage in questi uffici prevedono un rimborso spese). Per sottoscrivere e sostenere questa proposta - ripresa anche in un articolo di Federico Mello sul Fatto quotidiano del 25 novembre - basta inserire il proprio nome, cognome e città su questa pagina del Forum.Il giorno successivo, giovedì 26 novembre, nel corso della fiera del lavoro Job&Orienta, la Repubblica degli Stagisti e l'Isfol - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori presentano un'anteprima dei risultati del sondaggio online realizzato tra maggio e ottobre per tracciare l'«identikit degli stagisti italiani» e tirare fuori dall'ombra i 400mila stagisti italiani: chi sono? Quanti anni hanno? Cosa cercano - e cosa ottengono - dallo stage? Il sondaggio si è chiuso lo scorso martedì 6 ottobre e il bilancio dei partecipanti è davvero lusinghiero: si sfiora quota 3mila. Ora i questionari sono al vaglio dei ricercatori dell'Isfol, e l’identikit verrà presentato in un convegno a gennaio. Ma per i più impazienti Isfol e Repubblica degli Stagisti hanno pensato appunto a un’anteprima: Eleonora Voltolina e Ginevra Benini, ricercatrice dell’Isfol, racconteranno i primi dati emersi dall'indagine. L'appuntamento è per le 15 in viale del Lavoro 8, allo stand 122 del padiglione 6. Per saperne di più su questo argomento:- Stage negli enti pubblici, la proposta: che valgano qualche punto in sede di concorso- Pronti, via! Parte il grande sondaggio online di Isfol e Repubblica degli Stagisti per scoprire chi sono gli stagisti italiani- Ginevra Benini: ecco cosa fa l'Isfol per gli stagisti italiani

La sfida degli outsider: giovani e donne protagonisti del nuovo libro di Angela Padrone. Martedì 24 novembre la presentazione a Roma con Brunetta, Bonino e Martone

Dopo Precari e contenti, in cui aveva raccontato le storie di alcuni giovani felici e appagati nonostante o proprio grazie alla flessibilità, Angela Padrone torna in libreria con un nuovo libro che già nel titolo è un pungolo: La sfida degli outsider (Marsilio), sottotitolo «Donne e giovani insieme per cambiare l'Italia» [nell'immagine, la copertina].Stavolta la giornalista del Messaggero si concentra sulle due categorie più tartassate e penalizzate dal mercato del lavoro italiano: le donne e i giovani. Quelli che non trovano lavoro, e che se lo trovano vengono pagati poco, fanno poca carriera, non diventano mai "Grandi Capi". Quelli per cui la gavetta è eterna e il ponte di comando un miraggio. Il libro si apre con una frase tanto agghiacciante da sembrare finta - eppure l'autrice assicura che è vera: «"Per essere donna hai fatto abbastanza carriera, no?": il commento di un leader d'azienda a una dirigente che voleva discutere del proprio futuro».Le donne rappresentano oltre la metà dei cittadini italiani, i ragazzi tra i 15 e i 29 anni almeno un quinto. Un universo numericamente importante, eppure disperatamente sottorappresentato in parlamento, nell'economia e in generale nella società: «Per loro e su di loro governa un'élite di maschi sessantenni ancora affamati di potere, per niente disponibili a condividerlo». Però attenzione: non basta che questi sessantenni accettino di farsi da parte, o vengano gentilmente accompagnati alla porta. Bisogna che donne e giovani si impegnino in prima persona credendoci, e «scuotendosi di dosso la rassegnazione».La Padrone, da giornalista e blogger (sono suoi gli spazi online Cambiamondo 2.5 e Soffitto di vetro), è ben consapevole che la ripartenza passa anche dalla Rete: forse anche per questo sceglie di aprire ogni paragrafo del libro con una breve citazione tratta da un sito. E a pagina 79 spunta anche la Repubblica degli Stagisti, quando ancora era un blog: il post citato risale al maggio del 2008 e racconta la storia di Olimpia, brillante neolaureata romana che qui in Italia si sentiva offrire solo stage e invece in Olanda ha ottenuto un contratto da 2mila euro al mese. Un esempio fra i tanti, per raccontare la storia delle migliaia di giovani costretti ad emigrare per ottenere buone opportunità professionali.La sfida degli outsider viene presentato martedì 24 novembre alle 18:30 a Roma, nella Sala Bernini dello spazio Roma Eventi (in piazza di Spagna, via Alibert 5/a). Accanto all'autrice il ministro Renato Brunetta, «un ex outsider che ce l'ha fatta e che sta cercando di trasformare uno luogo-simbolo dell'immobilismo italico, la pubblica amministrazione»: così lo definisce Angela Padrone, aggiungendo «e poi, sembrerà strano ma credo che abbia un tocco "femminile"!». Ai fannulloni e al lavoro di Brunetta è dedicato anche un paragrafo del libro, aperto da una citazione dal blog Diversamenteoccupati. Alla presentazione intervengono anche Emma Bonino e Michel Martone, autori rispettivamente della prefazione e della presentazione del volume. Modera l'incontro il giornalista del Messaggero Roberto Napoletano.Un assaggio della carne che verrà messa al fuoco è disponibile su Blogosfere, dove la Padrone discute con Antonio Incorvaia, autore del libro-manifesto Generazione mille euro (Rizzoli). Buona lettura e buona presentazione.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- «Non è un paese per giovani», fotografia di una generazione (e appello all'audacia)- Trentenni italiani, la sottile linea rossa tra umili e umiliati nel libro «Giovani e belli»- Crisi e mercato del lavoro, Tito Boeri: è il momento che i giovani si facciano sentire e lancino delle proposte

Al via il Les 4 di Italia Lavoro: 120 milioni di euro per 6mila tirocini in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia

Al via la nuova fase del progetto Lavoro e sviluppo 4 (Les 4): un investimento da 120 milioni di euro in tre anni per finanziare 6mila interventi occupazionali e formativi per i disoccupati nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Della prima  omonima serie di tirocini, organizzata da Promuovi Italia con un budget di 60 milioni di euro e relativa alle sole aziende del settore turistico, la Repubblica degli Stagisti si era occupata qualche settimana fa, segnalando e commentando la notizia.Questo programma è organizzato da Italia Lavoro, società per azioni totalmente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze ed ente strumentale del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Sono coinvolte le aziende finanziate con la legge 488 del 1992 e agevolate con gli strumenti previsti dal Programma operativo nazionale per lo sviluppo imprenditoriale locale, indipendentemente dal comparto economico in cui operano, con la sola eccezione del settore turistico; i finanziamenti provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Il progetto, aperto a laureati o diplomati delle regioni indicate, avrà una durata di tre anni, durante i quali sarà sempre possibile inviare la propria candidatura. Gli interessati potranno segnalare le proprie preferenze per la posizione o l’area di attività, oltre che per un’azienda specifica. Le modalità di invio delle domande potranno variare da regione a regione e saranno specificate sul sito dell'agenzia e presso i centri locali per l'impiego, così come le posizioni disponibili e le figure richieste. I tirocini potranno anche essere svolti al nord, in base però al fabbisogno e alle necessità segnalati dalle imprese meridionali (i datori di lavoro settentrionali in questo caso percepiranno l'indennizzo di 250 euro al mese per la durata dello stage, ma non il bonus in caso di assunzione finale). L'elenco delle aziende aderenti al progetto è stilato dal ministero e verrà pubblicato sul sito di Italia Lavoro all’avvio del programma. Per quanto riguarda le ricadute occupazionali, Italia Lavoro si è impegnata con il ministero del Lavoro a raggiungere il 70% di inserimenti rispetto al totale dei tirocinanti che porteranno a termine il percorso. «Per raggiungere questo obiettivo» commenta il responsabile Domenico Bova «stiamo parlando direttamente con le aziende per capire i fabbisogni lavorativi nelle regioni del sud Italia. Le imprese si impegnano a portare a termine i periodi di formazione e a segnalare le interruzioni premature; Italia Lavoro monitorerà l'andamento dei tirocini entro i 12 mesi successivi alla loro conclusione, interpellando i datori di lavoro». L'obiettivo del 70% di stabilizzazioni è ambizioso, e c’è un precedente poco incoraggiante: il progetto Fixo, organizzato sempre da Italia Lavoro e dedicato ai neolaureati, si è chiuso pochi mesi fa registrando una percentuale di inserimenti pari ad appena il 10%, a fronte di un'aspettativa iniziale del 23%. Secondo Bova però «Fixo aveva target diversi rispetto al Les 4: si concentrava esclusivamente sui neolaureati, che spesso fanno un tirocinio prima di proseguire gli studi con master e lauree specialistiche. Alcune lauree “deboli” poi sono oggi poco richieste dalle aziende, che sempre più spesso cercano tecnici o diplomati provenienti da istituti professionali. Per Les 4 le proporzioni sono diverse: sui 5.700 percorsi avviati nel triennio precedente con il Les 3, la ricaduta occupazionale media è stata pari al 72%, con punte dell'81-82 per cento. Dati che lasciano ben sperare per la prossima edizione».   Andrea CuriatPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Sei milioni di euro per le aziende che ospitano stagisti lucani, campani, calabresi, pugliesi, sardi e siciliani- Stage, maxi-finanziamento europeo da 60 milioni per disoccupati di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Ma tra i criteri di selezione non c'è l'età- Progetto "Les 4" di Promuovi Italia: il rovescio della medaglia

Stage negli enti pubblici, la proposta: che valgano qualche punto in sede di concorso

Uno stage in un ufficio pubblico dovrebbe valere un tot di punti nei concorsi. In questo modo gli ex tirocinanti di un dato ente avrebbero un piccolo vantaggio rispetto agli altri partecipanti, qualora si aprisse un concorso per assumere personale. La proposta è stata lanciata da Eleonora Voltolina della Repubblica degli Stagisti e Antonino Leone, animatore del blog Cambiamento nelle organizzazioni, nel corso della trasmissione radiofonica "Facebook su Radio Hinterland" condotta da Gabriele Pugliese.A fianco dell'esercito di stagisti delle imprese private (almeno 305mila nel 2008, secondo l'ultima indagine Excelsior di Unioncamere) marcia infatti l'esercito degli stagisti degli enti pubblici. Più difficile da quantificare: Almalaurea nel suo Rapporto annuale rileva che l'anno scorso sono stati circa 50mila gli studenti universitari che hanno scelto di completare la propria formazione attraverso un tirocinio in un ente o azienda pubblica, a cui vanno sommati i 35mila studenti che hanno fatto lo stage direttamente all'interno dell'università. Risultato: 85mila stagisti all'anno - e contando solo gli studenti universitari, esclusi quindi i diplomati, i laureati, i disoccupati…A voler quantificare con molta prudenza, si può calcolare che gli uffici pubblici (comuni province e regioni, ministeri, tribunali, università, agenzie ambientali, istituti previdenziali, comunità montane…) ogni anno ospitino almeno 100mila tirocinanti. Per loro i principi espressi nella Carta dei diritti dello stagista sono spesso un miraggio, specialmente per quanto riguarda due aspetti molto significativi: il rimborso spese e la percentuale di assunzione dopo lo stage. Le casse sono sempre vuote, e le assunzioni vengono fatte tramite concorso: così accettare uno stage in un ente vuol dire pagarselo di tasca propria - contando sul sostegno della famiglia - e alla fine far fagotto e cercare nuove strade, senza poter sperare di proseguire l'esperienza [nell'immagine, la vignetta di Arnald].La proposta di Eleonora Voltolina e Antonino Leone mira a riequilibrare almeno in parte questa situazione di svantaggio. Un giovane che fa uno stage di qualche mese in un ufficio pubblico impara a conoscerne i meccanismi di funzionamento, le persone, le gerarchie, i modelli operativi: un patrimonio di conoscenze e competenze che però, se lo stage finisce con una stretta di mano, viene sprecato. I concorsi banditi dalla pubblica amministrazione valutano oggi solo le conoscenze teoriche: e da questo deriva non sempre le assunzioni corrispondano alle esigenze operative degli uffici. Occorre invece cominciare a valutare anche e soprattutto le competenze delle persone, cioè il “saper fare”. Attribuendo un punteggio agli stage in caso si aprano posizioni lavorative, non si farebbe altro che formalizzare questo dato di fatto: e cioè che, a parità di merito, è meglio assumere come nuova risorsa qualcuno che conosca già un determinato ente piuttosto che qualcuno che non ci abbia mai messo piede. Il che non significa garantire a chi fa stage negli enti pubblici il posto fisso: vuol dire solamente dare a queste persone, che hanno fatto un'esperienza formativa in un determinato ufficio, la possibilità di avere qualche chance in più di essere assunti lì dentro.Per tale motivo Eleonora Voltolina e Antonino Leone propongono che uno stage in una pubblica amministrazione abbia un peso in sede di concorso. Se credete in questa proposta, vi invitiamo a sottoscriverla utilizzando il Forum di questo sito: basterà scrivere il proprio nome, cognome e città.