Trovare lavoro in Europa, per i giovani c'è Eures

Secondo l’Unione Europea, oltre cinque milioni di giovani dei 27 stati Ue cercano un posto di lavoro, su un totale di una popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni pari a 94 milioni di persone. Più della metà degli under 29 residenti in uno dei paesi europei è disposta a lavorare all’estero o vorrebbe trasferirsi per lavoro in un altro stato comunitario, ma è frenata dalla mancanza di sostegno nella ricerca di un impiego o dalla scarsità di risorse economiche. Nel 2010 è stato lanciato Youth on the Move, un pacchetto di iniziative, volute dalla Commissione europea per fronteggiare il problema della disoccupazione giovanile e favorire la mobilità professionale. In quest’ottica si inserisce Eures (European employment services – servizi europei per l’impiego), rete di cooperazione, istituita nel 1993, tra la Commissione Europea e servizi pubblici dell’occupazione degli stati membri del See (ossia Unione Europea più Norvegia, Islanda e Liechtenstein) e della Svizzera, sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro.
Eures ha tre principali obiettivi: informare e orientare chi è interessato a spostarsi sulle possibilità di impiego e sulle condizioni di vita e lavorative; assistere i datori di lavoro, che intendono assumere lavoratori di altri paesi; fornire assistenza a chi offre e cerca lavoro nelle regioni transfrontaliere, ossia con un numero notevole di pendolari transfrontalieri. Per svolgere questi compiti, Eures si affida a un portale, che rientra nel finanziamento di 550mila euro, stanziato dall’Unione europea per  i servizi Eures, per il periodo dal primo giugno 2012 al 31 maggio 2013. La sezione «candidati» permette di cercare le offerte di lavoro disponibili, e creare un proprio account, dove inserire informazioni personali e pubblicare a aggiornare il cv. C'è poi una parte del sito dedicata ai datori di lavoro, che guida chi intende assumere personale all’estero individuando tutti i passaggi necessari da compiere prima (ad esempio l’inserimento di un annuncio), durante (fase di reclutamento) e dopo – ossia tutte le iniziative legate all’inserimento del lavoratore appena assunto. Anche le aziende possono creare un proprio account sul sito. La sezione «vita e lavoro» prende invece in considerazione gli aspetti rilevanti da un punto di vista pratico, giuridico e amministrativo di ciascun Paese, fondamentali per chi intende spostarsi all’estero. L’area «apprendimento»
infine presenta tutte le informazioni utili sulle opportunità di studio e di lavoro in Europa: siti degli istituti di istruzione superiore, banche dati di corsi di formazione, scuole e così via.
Come spiega alla 
Repubblica degli Stagisti Daniele Lunetta, funzionario del ministero del Lavoro e responsabile del coordinamento nazionale di Eures, questa realtà conta su tutto il territorio italiano 65 advisor, presenti nei principali centri per l’impiego, le cui attività sono coordinate a livello nazionale. Attualmente il portale ha 62.500 utenti attivi, di cui oltre 56mila cittadini, 3.500 aziende, 3mila agenzie. Nella prima metà di luglio il sito ha registrato un traffico medio di 8mila visitatori unici al giorno. A oggi sono pubblicate 6.700 vacancies, per un totale di oltre 11mila posti di lavoro. Tutti i servizi sono gratuiti.
Di recente Eures ha diffuso anche una guida che spiega obiettivi e modalità di partecipazione dell’iniziativa «Il tuo primo lavoro Eures», partita per ora in Italia, Germania, Danimarca e Spagna, che punta a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro e a ridurre gli ostacoli alla mobilità professionale. Obiettivo per il 2012-2013 è iniziare con 5mila assunzioni. Destinatari dell'iniziativa giovani tra i 18 e i 30 anni, cittadini di uno dei 27 stati membri dell’Ue e datori di lavoro. La Commissione europea offre un sostegno finanziario, variabile a seconda dal paese di destinazione e stabilito in specifiche tabelle, che consiste in un contributo alle spese di viaggio e di sussistenza per effettuare colloqui e trasferirsi in un altro paese per prendere servizio. Quanto ai requisiti, è sufficiente avere non più di trent’anni (il limite si riferisce al momento di presentazione della candidatura) e voler lavorare in un paese diverso da quello di residenza – a prescindere dal livello di qualifica, dall’esperienza di lavoro o dal contesto economico e sociale. I contributi sono erogati dalla Commissione europea e sono versati prima di partecipare a un colloquio di lavoro in un altro paese Ue o di traferirsi al nuovo posto di lavoro nel paese di destinazione. Le indennità per il colloquio all'estero vanno dai 200 euro netti – se la distanza dal proprio luogo di residenza è inferiore a 500 km – ai 300 euro nel caso di distanza maggiore. L’assegnazione richiede una dichiarazione firmata dal candidato. Il contributo alle spese di viaggio e sussistenza varia a seconda del Paese di destinazione: il più alto è quello della Danimarca (1.200 euro netti), i più bassi quelli di Bulgaria e Romania (600 euro). Per la Francia, ad esempio, il contributo ammonta a 990, per il Regno Unito a 1.000, per la Spagna a 840 euro. Tutti gli importi sono indicati nelle tabelle allegate alla guida.
Il progetto sarà un importante banco di prova per Eures – che in futuro potrebbe anche passare a essere, da rete dei servizi per l'impiego europei, un unico strumento paneuropeo a favore dell'occupazione.

Chiara Del Priore


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