Bookingbility, la start-up che aiuta i disabili a scegliere gli alberghi

Riccardo Saporiti

Riccardo Saporiti

Scritto il 28 Lug 2016 in Approfondimenti

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StagistiC'è chi su TripAdvisor si lamenta della presenza dei disabili in albergo e chi invece fonda un'azienda per permettere anche a loro di scegliere il posto migliore per andare in vacanza. «Non è un bello spettacolo per i miei figli» questo il commento pubblicato da un uomo in vacanza a Roseto degli Abruzzi per lamentare la presenza di molti ragazzi disabili nell'hotel in cui aveva prenotato. Dal più popolare sito di recensioni di esercizi pubblici, l'improvvida lamentela è stata negli ultimi giorni ripresa sui social network suscitando una caterva di critiche. «Il pacco è servito» è il titolo scelto dall'uomo per il suo commento, che contiene addirittura una minaccia di azioni legali contro l'albergatore. «Questa cosa non l'ho nemmeno condivisa, per non dare visibilità ad un imbecille», dice senza mezzi termini alla Repubblica degli Stagisti Annalisa Riggio: «Mi sembra talmente assurda che stento a credere che possa essere autentica. Anche se non è la prima volta che sento commenti del genere: a volte i gestori degli hotel mi dicono che i clienti si lamentano per la presenza di disabili».

Niente di più lontano dalla sua mentalità, che l'ha portata ad aprire l'anno scorso
una start-up proprio per aiutare i diversamente abili a prenotare un soggiorno in alberghi senza barriere architettoniche e con tutte le caratteristiche necessarie per accoglierli al meglio. Bookingbility è stata fondata a Palermo da tre trentenni: oltre alla Riggio, oggi 35enne, ci sono Giuseppe Sciascia (33) e Aurelio Buglino (37). «In Italia la disabilità non è ammessa» riflette lei: «Nella migliore delle ipotesi le persone provano disagio in presenza dei disabili. È un problema culturale importante, ma abbattendo le barriere architettoniche riusciremo ad abbattere anche quelle mentali».

Diplomata all'Accademia di Belle arti, mentre i suoi soci sono rispettivamente perito informatico e ingegnere gestionale, i tre si sono conosciuti ad Epidemia Lab, agenzia di comunicazione web per la quale tutti al momento continuano a lavorare. «L'idea per questa start-up nasce da me, anche se
non ho alcuna relazione con la disabilità, non ho per esempio famigliari disabili» racconta Riggio: «All'inizio pensavo che questo potesse essere un deterrente. In realtà, non lo è stato». La “scintilla” da cui è nata Bookingbility è scoppiata «mentre stavo prenotando un soggiorno su Internet. Guardavo i filtri che si possono applicare per affinare la ricerca e mi sono accorta che non c'era nulla che facesse riferimento alle persone con disabilità». Da lì ha cominciato a navigare in Rete alla ricerca di piattaforme che tenessero conto di questo tipo di esigenze: «Non c'era nulla. E così quella che era stata un'intuizione è diventata un'ossessione».

Nel percorso che ha portato dall'idea all'azienda Riggio ha avuto modo di conoscere e di confrontarsi con molte persone diversamente abili:Stagisti «Mi sono lasciata guidare da loro e, se c'è una cosa che ho capito, è che ognuno ha le proprie esigenze che non sono standardizzabili». Certo, nessuno può affrontare una rampa di scale con una carrozzella, ma poi «c'è chi vuole il water alto e chi lo preferisce basso, chi si accontenta semplicemente di una stanza grande» all'interno della quale muoversi più agevolmente.

Ad oggi sono un centinaio le strutture ricettive presenti sulla piattaforma. «Molte le abbiamo contattate noi, a partire dai database delle associazioni di persone disabili che sono sempre i più attendibili». Ma ci sono già alcuni alberghi che stanno scrivendo a Bookingbility chiedendo di comparire sul loro sito. «Chi richiede l'iscrizione deve compilare una modulistica, allegando delle foto e una documentazione che testimoni l'accessibilità della struttura». L'algoritmo elaborato dalla start-up assegna quindi un punteggio agli alberghi a seconda delle loro caratteristiche, al quale si sommano poi le recensioni degli utenti. Una volta avvenuta la prenotazione, la start-up trattiene una quota pari al 15% dell'importo, sulla linea di quello che fanno le principali piattaforme per la ricerca di hotel.

In poco più di un anno di attività Bookingbility si è già aggiudicata diversi premi. Il primo lo scorso anno allo Startup Weekend Tourism Edition. «È stato qui che ho presentato per la prima volta l'idea» racconta Riggio.StagistiQuindi è stata la volta di Wcap di Tim, «che ci ha permesso di vincere un periodo di incubazione all'interno degli spazi del consorzio Arca, l'incubatore di impresa dell'università di Palermo», dove attualmente ha sede l'azienda. Un'esperienza, quella di condividere gli spazi di lavoro con altri startupper, «che sta dando valore aggiunto in termini di network». E per rendere ancora più fitta questa rete di contatti utile per la crescita dell'azienda «ci siamo iscritti all'Associazione startup turismo, grazie alla quale partecipiamo ad incontri con soggetti interessati ad investire nel nostro settore».

Al momento i tre soci non prendono uno stipendio e continuano a lavorare anche per l'agenzia di comunicazione nella quale si sono conosciuti. Solo due sviluppatori sono pagati con un contratto di collaborazione: «Stiamo cercando un investitore». Nella speranza che il fatto di aver registrato l'azienda come start-up innovativa a vocazione sociale, con tutti i vantaggi fiscali che questo comporta per chi investe nel progetto, possa rendere più facile la ricerca di nuovi fondi che permettano ai disabili di trovare delle strutture adatte alle loro esigenze per trascorrere le vacanze.

Riccardo Saporiti
startupper@repubblicadeglistagisti.it 

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