«Colloquio in Everis grazie alla Repubblica degli stagisti, in tre mesi avevo già un contratto a tempo indeterminato»

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 22 Lug 2017 in Storie

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Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Matteo Greselin, 25 anni, oggi assunto con un contratto a tempo indeterminato in Everis.

Ho 25 anni e vengo da Schio, in provincia di Vicenza. Dopo il diploma all’istituto tecnico industriale indirizzo elettrotecnica e automazione mi sono trasferito, nel settembre 2011, a Milano e mi sono iscritto alla laurea triennale in Ingegneria informatica presso il Politecnico.
Sarei potuto andare all’università di Padova come quasi tutti i ragazzi della mia zona, ma ho scelto di trasferirmi perché avevo voglia di “cambiare aria” e vedere qualcosa di nuovo. L’inserimento nella realtà universitaria a Milano è stato molto rapido e sono stato contento fin da subito della scelta fatta. Certo, i momenti di difficoltà non sono mancati, ma con l’appoggio dei miei genitori e delle nuove amicizie fatte non ho mai pensato di tornare indietro!

Ho preso la laurea di primo livello nel febbraio 2016 e poco dopo, tra aprile e maggio, sono stato contattato da Everis tramite il portale del Career service del Politecnico di Milano. Prima di allora non avevo fatto altri stage né altri lavori anche perché la mia vita di studente è sempre stata affiancata allo sport agonistico ad alto livello: il nuoto, nello specifico.

Quando sono stato ammesso al Politecnico mi sono informato sulle squadre presenti nel milanese e ho preso i primi contatti. Non è stato difficile trovare una nuova squadra. Ma il nuoto è uno sport molto impegnativo, soprattutto se si vuole competere ai vertici nazionali. E questo mi ha obbligato a rallentare il percorso di studi. Ma mi ha anche insegnato ad affrontare ogni difficoltà senza arrendermi. Sono convinto che senza una cultura sportiva in diverse occasioni non avrei saputo reagire. Penso, infatti, che il nuoto affiancato allo studio universitario, mi abbiano formato molto.

Quando Everis mi ha contattato per il colloquio di gruppo ho accettato con una buona dose di curiosità: sentivo forte la necessità di confrontarmi con la realtà, con il mondo del lavoro e con tutto quello che non fosse sport e studio!

Per prepararmi al colloquio mi sono documentato su internet e ho chiesto ad alcuni amici che già avevano affrontato i primi colloqui per capire come comportarmi e cosa aspettarmi. È stato proprio in questa fase che ho conosciuto la Repubblica degli Stagisti! Ha giocato un ruolo importante quando ho dovuto decidere se andare al primo colloquio: leggere le esperienze di chi era già passato mi ha aiutato a capire un po’ che ambiente mi aspettava. In un paese come l’Italia, in cui la meritocrazia è un optional, è bello sapere che c’è ancora qualcuno che prova a fare qualcosa per garantire ai giovani la possibilità di mettere in mostra le proprie potenzialità in modo dignitoso. Perché praticare la professione gratis equivale ad affermare che il proprio lavoro non vale nulla.

Così anche grazie alle informazioni trovate sulla Repubblica degli Stagisti, ho deciso di andare al colloquio: al primo, generale, ne sono seguiti altri nei quali lo staff Everis ha cercato di conoscere la persona che aveva davanti, non solo le sue competenze tecniche. E alla fine mi è stato proposto uno stage di sei mesi con un rimborso spese di 1000 euro netti e 20 buoni pasto mensili. Così, dopo un mese dal primo colloquio, ho iniziato lo stage il 7 giugno 2016.

Appena entrato in Everis sono stato affiancato ad un dipendente con diversi anni di esperienza che mi ha seguito e guidato. Non mi è stata fatta pesare l’incompetenza su come gestire determinate situazioni, dovuta anche al fatto che si trattava della mia prima esperienza lavorativa. Mai un richiamo o una risposta sgarbata, nemmeno alle domande più banali. Sono stato coinvolto fin da subito dai colleghi con diversi anni di esperienza tanto da trovarmi in una situazione in cui al mattino arrivavo volentieri in ufficio, come se lavorassi lì da sempre.

Gia a fine luglio in azienda erano tutti molto soddisfatti di come mi fossi messo in gioco e di come fossi proattivo nel ricercare soluzioni per il progetto, tanto da pensare di farmi una proposta di assunzione. Che è arrivata subito dopo aver effettuato gli adempimenti amministrativi impossibili ad agosto. Così il 5 settembre 2016 ho firmato il contratto a tempo indeterminato!

Oggi lavoro con una Ral da poco più di 22mila euro, standard per chi ha una laurea di primo livello, più buoni pasto e pc aziendale. E all’interno di Everis è previsto anche un percorso di crescita costante che ti permette di migliorare sotto tutti i punti di vista.

Inizialmente mi sono occupato di sviluppi di Business process management, che è un gestore di flussi e può essere integrato, per esempio, con un portale web e permettere di spostare la logica su questo applicativo in modo che una volta cliccato su un pulsante sarà il BPM a decidere qual è l’azione successiva e quale utente dovrà eseguirla. A questo si è successivamente aggiunto lo sviluppo di un applicativo Java e ho poi dovuto prendere dimestichezza anche con i database. Mi sono anche trovato a tu per tu con il cliente e a gestire situazioni critiche dei diversi ambienti di lavoro.

Penso di aver avuto modo di vedere una bella panoramica delle cose che possono accadere nel campo della consulenza IT, sia nei momenti più tranquilli che in quelli più di stress. Oggi mi occupo di sviluppo a 360 gradi all’interno dello stesso progetto in cui sono stato inserito durante lo stage. Ed essere sullo stesso progetto da parecchi mesi mi ha portato ad avere un’ottima conoscenza generale dei vari sistemi utilizzati.

Nel frattempo, però, pur lavorando mi sono iscritto nel febbraio 2016 alla laurea magistrale in Ingegneria informatica al Politecnico di Milano. Certo la fine è ancora lontana! Ma vorrei riuscire a portare a termine questo percorso, ovviamente con i tempi dettati da un lavoro full time. Ho deciso di specializzarmi in Intelligenza artificiale, un campo che sicuramente avrà un notevole sviluppo in futuro. Mi piacerebbe, infatti, arrivare a lavorare in quei settori innovativi che stanno cambiando la società in cui viviamo, come i big data, la robotica, l’analisi dell’immagine.

A me lo stage ha portato subito all’assunzione, ma spesso non è così, perciò i giovani sono scoraggiati dal fatto che manchi la certezza del risultato. I ragazzi vogliono veder fruttare gli anni che hanno speso sui libri e l’idea di poter buttare del tempo in uno stage mal retribuito sapendo magari fin da subito che l’assunzione non verrà mai proposta, li porta a non provarci nemmeno. E poi, diciamolo, spesso le aziende fanno la loro parte, presentando proposte veramente indecenti. Viene da chiedersi se si rendano conto di cosa propongono e se, a parti invertite, loro le accetterebbero.

Un consiglio, però, ai miei coetanei voglio darlo: mettetevi in gioco. Se le cose vanno male avrete sei mesi di stage in curriculum e imparato qualcosa di reale e concreto diverso dalle teorie lette sui libri. Se invece va bene, nel giro di qualche mese avrete un contratto e le vostre prospettive prenderanno una piega diversa. Nulla però viene regalato e una laurea non basta per essere assunti. Bisogna darsi da fare, far vedere la voglia di mettersi alla prova e quando sarà il momento il vostro impegno verrà sicuramente riconosciuto.

Testimonianza raccolta da Marianna Lepore

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