Due stage e oggi un contratto di apprendistato in un’azienda internazionale come Bosch Rexroth

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 06 Ago 2017 in Storie

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Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Antonio De Luca, 29 anni, oggi con un contratto di apprendistato in Bosch.


Sono nato a Messina e ho 29 anni. Dopo aver preso il diploma al liceo classico ho deciso di intraprendere un percorso di studi universitario non proprio attinente all’ambito umanistico: l’ingegneria. Così nel settembre 2006 mi sono iscritto alla laurea triennale in Ingegneria industriale presso l’università di Messina, dove mi sono laureato nel marzo 2012.

Una volta presa la laurea di primo livello ho deciso di trasferirmi
a Modena per specializzarmi in ingegneria meccanica. Sono state due le principali considerazioni che mi hanno spinto a scegliere questa città: la prima è stata l’offerta formativa e il livello di insegnamento della facoltà di Modena, polo di eccellenza e meta ambita per chi vuole approfondire gli studi ingegneristici. La seconda sono state le possibilità lavorative offerte da un territorio che accoglie numerosissime realtà industriali.

Ambientarsi in una nuova città non è stato particolarmente difficile, forse anche perché mi sono trasferito insieme ad altri due colleghi provenienti dal mio stesso ateneo. E poi probabilmente anche perché l’80% dei partecipanti ai corsi all’università a Modena era fuori sede, quindi già frequentare le lezioni costituiva momento di aggregazione facilitando l’inserimento.

Durante il periodo di specializzazione modenese, grazie a due professori ho potuto effettuare un tirocinio formativo alla Bosch Rexroth di Nonantola dal marzo al dicembre 2015 in cui mi sono occupato dello sviluppo di un modello di simulazione virtuale di componenti elettroidraulici a cartuccia, con lo scopo di individuarne le criticità, permettendo un intervento mirato per il miglioramento delle performance. In questo caso non stavo in ufficio tutti i giorni, ma avevo incontri programmati settimanali per seguire lo sviluppo degli studi.

A dicembre dello stesso anno ho preso la laurea magistrale e subito dopo ho svolto uno stage di sei mesi dal gennaio al luglio 2016 sempre presso la Bosch Rexroth ma questa volta di Vezzano sul Crostolo. Avevo un rimborso spese di 500 euro mensili più i buoni pasto del valore di 8,24 euro.

Durante questo secondo stage ho potuto mettere in pratica ciò che avevo imparato nell’ambito dell’oleodinamica. In quei sei mesi, in sostanza, mi sono occupato del miglioramento delle prestazioni di componenti già esistenti, grazie all’individuazione delle criticità tramite le simulazioni fluidodinamiche, ma ho anche acquisito competenze nuove utilizzando software di disegno che non conoscevo e cimentandomi nella progettazione di componenti oleodinamici ex novo.

All’interno dell’azienda sono stato accolto in maniera stupenda e ho avuto la possibilità di incontrare un gruppo di lavoro affiatato, competente e disponibile, in particolare il mio diretto responsabile, un ingegnere che sin dal primo momento si è messo a completa disposizione insegnandomi a muovermi in una realtà che non conoscevo.

Finiti i sei mesi di stage e grazie anche alle “insistenze” del mio responsabile in seguito al buon lavoro svolto, mi è stato proposto un contratto di apprendistato con inserimento 5° livello metalmeccanico, con avanzamento ogni anno e mezzo e una Ral iniziale di 26mila euro. Proposta che ho accettato perché mi piace molto l’ambiente di lavoro che ho trovato e di cui oggi faccio parte. Così a luglio 2016 ho cominciato l’apprendistato, che durerà tre anni. Sono soddisfatto anche della formula di inserimento che mi è stata proposta perché mi è stata data la possibilità di crescere all’interno del gruppo Bosch in un arco di tempo che ritengo ragionevole.

Oggi mi occupo della progettazione e dello sviluppo di valvole oleodinamiche di nuova produzione e ho la possibilità di rapportarmi giornalmente con i colleghi degli altri plant, con i fornitori e i commerciali. La crescita professionale è continua perché ogni giorno ho l’occasione di vedere cose nuove e di assorbire un know how fortemente radicato nello staff di Vezzano.

Credo però di essere ancora all’inizio di un percorso lavorativo che vorrei si consolidasse nell’ambito dell’oleodinamica. Vorrei avere la possibilità di apprendere continuamente e vedere sul campo l’applicazione dei miei studi e, perché no, avere in futuro la possibilità di trasmettere quello che ho imparato. Mi piacerebbe, infatti, restare in contatto con l’ambiente universitario per non abbandonare il ramo della ricerca, continuando però a mantenere un risvolto pratico e concreto delle applicazioni teoriche.

Non ho mai inviato il mio curriculum all’estero e a parte un periodo di vacanza studio a Dublino non ho avuto contatti con il mondo del lavoro straniero. Ma non perché non mi interessasse la prospettiva di un lavoro fuori dall’Italia, ma perché ho iniziato a lavorare praticamente subito dopo il conseguimento della laurea e, oggi, visto il respiro internazionale di un’azienda come la Bosch Rexroth,
la possibilità di esperienze estere non è certo preclusa!

Per tornare al merito dello stage in Italia, credo che il sistema sia decisamente migliorabile. Il problema fondamentale, oltre al rimborso spese che spesso non è adeguato alla scolarizzazione o alle capacità personali, è l’abuso possibile di questa forma di contratto che di fatto non dà stabilità al lavoratore e permette a chi ne usufruisce di avere forza lavoro, anche molto qualificata, praticamente gratis e con ricambio continuo. Per fortuna non è stato il mio caso in Bosch! Ma altri miei amici e colleghi universitari si sono ritrovati, nonostante le capacità, a cambiare lavoro con frequenza semestrale numerose volte prima di essere assunti.


Per questo penso che la Repubblica degli Stagisti sia utile, perché aiuta a informare chi si avvicina al mondo del lavoro per la prima volta e che, almeno nel mio settore di competenza, avrà sicuramente a che fare con la formula dello stage.

A quelli che si apprestano ad entrare nel mio ambito lavorativo posso dare un consiglio: abbiate sempre fame di conoscenza e non perdete occasione di vedere e toccare con mano tutto quello che viene realizzato all’interno di un’azienda. Perché a prescindere dalla formula contrattuale con la quale si è assunti, la passione, la competenza e l’esperienza sul campo alla fine verranno sempre riconosciute e apprezzate.

 Testimonianza raccolta da Marianna Lepore

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