Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage

Sempre più stagisti nelle aziende italiane. Il nuovo rapporto Excelsior, che viene prodotto ogni anno da Unioncamere per fotografare i fabbisogni delle aziende (il campione è costituito da oltre 100mila imprese con almeno un dipendente di tutti i settori economici e di tutte le tipologie dimensionali, contattate dalle Camere di commercio con interviste dirette o telefoniche), rileva anche quanto viene usato in questo ambito lo strumento dello stage.
Il dato aggiornato è che nel 2008 ci sono stati 305mila stagisti nelle aziende: un incremento del 19% rispetto all'anno precedente (nel 2007 gli stagisti "censiti" erano stati 256mila), e addirittura del 34% rispetto a due anni prima (228mila
nel 2006). Il numero degli stagisti italiani insomma continua a crescere a vista d'occhio.
Com'è prevedibile, cresce anche il numero delle aziende che ospitano tirocinanti: se nel precedente rapporto il dato si fermava all'11,9%, quest'anno sale quasi di un punto percentuale, arrivando al 12,8%. Sempre più stagisti, quindi, e sempre più aziende disponibili ad ospitarli.
In particolare, i primi dati specifici divulgati da Unioncamere confermano che lo stage è utilizzato in maggioranza dalle grandi imprese: di quelle con oltre 500 dipendenti tre su quattro ospitano stagisti. Si scende poi a 62,9% per le imprese con un numero di dipendenti tra i 250 e i 499 e a 40,1% per le imprese cosiddette "medie" (tra 50 e 249 dipendenti). Micro e piccole imprese invece continuano ad utilizzare poco questo strumento: se nel 2007 l'8,8% delle realtà aziendali con  meno di 10 dipendenti aveva ospitato tirocinanti, quest'anno è di poco superiore (10,4%); e per quanto riguarda quelle con con 10-49 dipendenti, di cui l'anno scorso circa una su cinque ospitava stagisti, nel 2008 il dato è addirittura sceso a 14,3%.
Ma le aziende fanno sempre meno contratti dopo lo stage: decresce infatti il già basso numero degli stagisti assunti dopo il periodo di formazione. Secondo il Rapporto Excelsior 2009 il calo è piuttosto drastico: se l'anno scorso la percentuale era 12,9%, quest'anno si ferma a 9,4%. Meno di uno stagista su dieci, quindi, può sperare in un contratto: in particolare, degli oltre 300mila stagisti del 2008 meno di 29mila hanno ottenuto un'assunzione, anzi una potenziale assunzione - dato che l'indagine chiede agli imprenditori di indicare non solo gli ex stagisti già messi sotto contratto, ma anche quelli a cui hanno (forse) intenzione di farlo.
Chiaramente 9,4% è un dato medio. Nel dettaglio, gli stagisti che hanno (un po') più probabilità di essere assunti sono quelli che vivono in Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria: in queste regioni infatti la percentuale di assunzione dopo lo stage è dell'11%, più alta rispetto al nord est (solo 8,5% per quest'area geografica che comprende anche il ricco Veneto, detto "locomotiva d'Italia"), al centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio: qui la percentuale è pari all'8,8%), e al sud e isole (8,9%).
Non conta solo la collocazione sulla cartina geografica, ma anche la grandezza delle imprese: quelle più grandi si confermano essere maggiormente orientate all'assunzione (20,3% per le imprese con oltre 500 dipendenti, 18,2% per quelle con 250-499 dipendenti - un dato comunque ben più basso rispetto a quello rilevato l'anno scorso, che si attestava intorno al 28%) rispetto alle medie imprese (13,7%). Fanno letteralmente un tonfo le micro e piccole imprese, entrambe con una percentuale rilevata di assunzione dopo lo stage inferiore al 7% (l'anno scorso era un po' più alta: 9-10%). Per chi va in aziende con meno di 50 dipendenti, quindi, la probabilità di essere assunto sprofonda a una su sedici. Solo che le imprese con oltre 249 dipendenti in Italia, secondo una rilevazione Istat del 2005, sono circa 3500; mentre quelle con meno di dieci dipendenti sono quattro milioni. Le leggi della statistica non sono clementi con gli stagisti.

Eleonora Voltolina

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