Per la prima volta lo stage va in prima serata: domenica 2 ottobre su RaiTre va in onda una puntata di Presa Diretta dedicata alla «generazione sfruttata»

redazione

redazione

Scritto il 01 Ott 2011 in Lettere

In occasione della messa in onda su RaiTre della puntata «Generazione Sfruttata» della trasmissione Presa Diretta, domenica 2 ottobre su alle 21:30, uno degli autori del reportage scrive alla Repubblica degli Stagisti.


Cari lettori della Repubblica degli Stagisti,

abbiamo dedicato una puntata di
Presadiretta a voi. Domenica su RaiTre Presadiretta manderà in onda in prima
serata «Generazione Sfruttata»: abbiamo deciso di dar voce alle migliaia e migliaia di persone che hanno perso il diritto al futuro, ai giovani che sono costretti a piegarsi ai contratti atipici di cui esistono infinite tipologie. E poi gli stage appunto, che non sono nemmeno un contratto di lavoro. Ed è la prima volta che si parla di stage raggiungendo il vasto pubblico della prima serata. Come sapete molto bene questo è un vero e proprio scandalo. Tutti, nessuno escluso, enti pubblici e aziende private, fanno ricorso agli stage che è la più recente forma di sfruttamento. E a raccontarci le loro terribili esperienze saranno in prima persona proprio quelli che, sperando di imparare qualcosa o di arricchire il proprio cv, si sono trovati a fare un vero e proprio lavoro subordinato.

Abbiamo cominciato a lavorare a questa puntata diversi mesi fa e grazie alla collaborazione della redazione della
Repubblica degli Stagisti e di tutti i singoli lettori che hanno voluto aiutarci abbiamo scoperto un mondo, un mercato enorme fatto di 500 mila stagisti ogni anno, tanti ragazzi che si sottopongono a ripetuti tirocini che non danno alcun reale accesso al mercato del lavoro. Solo 1 su 10 diventa un contratto vero, di qualsiasi tipo. E abbiamo visto che lo stage in Italia è uno strumento ancora troppo facile da utilizzare, tanto è vero che ora il Governo sta cercando di correre ai ripari; ma i controlli sono scarsi e i limiti troppo generici, non in linea con gli altri Paesi dell'Unione Europea dove per esempio è prevista un'età massima, per legge c'è un dignitoso rimborso spese, si impedisce alle aziende in crisi di utilizzare stagisti. Faremo vedere come tutto questo in Italia invece è un vero e proprio far west: anche la pubblica amministrazione si avvale di molti stagisti per coprire carenze d'organico e assenze di concorsi, mentre le aziende private possono nascondere sotto questa forma dei veri e propri lavori utilizzando manodopera a basso costo e senza diritti.

C'è anche però il modo di sottrarsi allo sfruttamento, l'abbiamo visto con i nostri occhi: selezionate molto bene gli annunci e lasciate perdere quelli troppo generici e imprecisi. Chiedete subito se ci sono concrete possibilità di assunzione, cioè se l’azienda ha delle posizioni di lavoro aperte. E se vi rendete conto che vi stanno sfruttando, non abbiate paura a denunciare l'abuso alle istituzioni competenti: università, ispettorati del lavoro, sindacati. Eviterete ad altri di fare la stessa brutta esperienza che avete fatto voi. E sfatiamo un mito: non è vero che le aziende si parlano tra di loro e che chi fa valere i propri diritti viene etichettato come "rompiscatole" al quale non dare più opportunità di lavoro. Per la prima volta negli ultimi mesi in molte città d’Italia rabbia e malcontento sono usciti dai blog e dai siti internet per trovare forma politica. La rassegnazione sembra finita per sempre, ma questo è solo l'inizio di una battaglia giusta per cambiare questo assurdo mercato del lavoro. Come può ripartire un Paese che tratta così i suoi giovani? A domenica. Un saluto da tutta la redazione di
PresaDiretta.

Alessandro Macina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Il nostro tempo è adesso: quasi cento associazioni, siti web, sezioni di partito, giornali, collettivi aderiscono alla manifestazione del 9   aprile
- Il nostro tempo è domani, l'editoriale di Eleonora Voltolina su Lo spazio della Politica alla vigilia del 9 aprile
-
«Non è un paese per giovani», fotografia di una generazione (e appello all'audacia)
-
Stage gratuiti o malpagati, ciascuno può fare la rivoluzione: con un semplice «no»

Community