Regole sui tirocini, balzo in avanti del Lazio: il rimborso minimo sale a 800 euro

Rossella Nocca

Rossella Nocca

Scritto il 10 Ago 2017 in Notizie

regione lazioTirocini

Buone notizie per i futuri stagisti laziali, che a partire dal 1° ottobre potranno contare su un rimborso spese mensile non inferiore agli 800 euro. È la principale novità introdotta dalla nuova disciplina sui tirocini extracurriculari - ovvero i tirocini formativi e di orientamento o di inserimento/reinserimento lavorativo - approvata il 9 agosto dalla giunta regionale laziale.

E proprio la regione Lazio è stata la prima ad approvare la delibera di adeguamento  alle “Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento” contenute nell’accordo adottato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 25 maggio scorso.

Una delibera che evidenzia una clamorosa eterodossia rispetto alle linee guida nazionali, ancor più significativa se si pensa che la funzione delle linee guida dovrebbe essere quella di uniformare le normative regionali. In particolare, se a livello nazionale il rimborso spese minimo era stato fissato a 300 euro, il Lazio ha deciso di elevarlo a 800 euro, il doppio rispetto alla cifra contenuta nelle precedenti linee guida della regione, risalenti al 2013. Ma la regione Lazio non si è discostata solo nell’ammontare del rimborso spese. Ha anche ridotto il periodo massimo di durata del tirocinio da 12 a 6 mesi.

«Con un rimborso economico così basso e con un periodo così lungo il rischio è quello che si assista a uno sfruttamento del tirocinante. Il tirocinio» spiega Lucia Valente, assessore al Lavoro, Pari opportunità e Personale della regione Lazio «è una misura di politica attiva finalizzata all’orientamento, all’arricchimento delle conoscenze e all’inserimento lavorativo e non deve mai sostituire un contratto di lavoro».

Da qui la scelta di intervenire sulle linee guida nazionali. «Riteniamo che sei mesi siano un arco temporale sufficiente» aggiunge Valente «per garantire al tirocinante l’acquisizione delle competenze necessarie per la sua occupabilità. A fronte dell’inserimento in un’organizzazione produttiva, riteniamo necessario che al tirocinante, che può essere chiunque, dal giovane inoccupato al disoccupato adulto, sia corrisposto un contributo economico che sia dignitoso».

In effetti, già stando alle linee guida in attesa di aggiornamento, la situazione era piuttosto frammentata. Il rimborso spese minimo variava dai 300 euro della Sicilia e della provincia autonoma di Trento - ovvero la stessa cifra contenuta nelle linee guida nazionali del 2013 - ai 600 di Abruzzo e Piemonte. 

Tra le altre novità del testo regionale, ente promotore ed ente attuatore potranno rinnovare lo stesso progetto formativo solo per una volta nell’ambito di sei mesi complessivi. Le uniche deroghe sono previste per i soggetti svantaggiati e per le persone con disabilità, per i quali la durata massima del tirocinio è rispettivamente di 12 e 24 mesi. Inoltre, vigerà il divieto di svolgere il tirocinio nelle ore notturne; e a partire dai 16 anni gli studenti potranno svolgere mini tirocini da un minimo di 14 giorni a un massimo di 3 mesi, ma solo durante l’estate.

Importante sottolineare anche l’aspetto delle sanzioni: chi non rispetterà le regole potrà incorrere nell’interdizione fino a 24 mesi dall’ospitare tirocinanti. Un chiaro deterrente contro gli abusi. Inoltre, tutti i soggetti promotori, pubblici e privati saranno tenuti a sottoscrivere un codice etico a garanzia della qualità dei tirocini.

«Con queste regole vengono inserite nella disciplina regionale maggiori garanzie: l’ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Il tirocinio» conclude l’assessore «deve rappresentare un'esperienza incoraggiante, positiva e tutelata e non una forma di sfruttamento in danno di giovani e disoccupati».

Anche i sindacati - Cgil di Roma e del Lazio, Cisl del Lazio e Uil di Roma e del Lazio - hanno espresso la propria soddisfazione in una nota, affermando che «la nuova impostazione riduce considerevolmente le degenerazioni a cui abbiamo assistito in questi anni; sei mesi infatti sono un tempo congruo per imparare qualsiasi mestiere, anche quelli con un contenuto professionale elevato; gli 800 euro di rimborso scoraggiano inoltre chi intende sfruttare i ragazzi o chi ha perso il lavoro. Roma e il Lazio avevano bisogno di una simile inversione di tendenza perché i dati sull’occupazione delineano un aumento consistente del lavoro povero».

Le altre regioni hanno tempo fino al 25 novembre per approvare la propria delibera in materia di tirocini extracurriculari. La curiosità è ora quella di capire se ci saranno nuove regioni divergenti rispetto alle linee guida. 

Rossella Nocca

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