Non è vero che gli stage gratuiti sono stati aboliti

Una lettrice della Repubblica degli Stagisti scrive alla redazione per chiedere se è legale che nello stage che sta svolgendo all'interno di un master non sia previsto nemmeno un euro di rimborso spese. Purtroppo la risposta è sì: perché gli stage gratuiti non sono stati, come qualcuno crede, completamente aboliti. Ecco la sua email e la nostra risposta.   

stage lavoroVi contatto per chiedere gentilmente un'informazione riguardo uno stage che sto seguendo presso un'azienda con sede a Venezia; tale stage è inserito all'interno di un master IUAV (facoltà di Architettura di Venezia) di 2° livello, il quale prevede di espletare obbligatoriamente 375 ore complessive in azienda, ovviamente legato ad un possibile inserimento nel mondo del lavoro.
Ora vi chiedo gentilmente se esiste una normativa a livello nazionale che prevede una retribuzione minima (definita rimborso spese) per l'attività che ho descritto, in quanto non ne sono a conoscenza. Ho 34 anni.


Il problema che la lettrice pone è comune a moltissime persone. In linea generale, la risposta è insita nella differenziazione che è stata istituzionalizzata, da circa un anno a questa parte, tra tirocini "curriculari" e tirocini "extracurriculari". I secondi sono stati normati da tutte le regioni, nel corso del 2012-2013, sulla base di un accordo raggiunto in sede di conferenza Stato Regioni che prende il nome di "Linee guida". Grazie alle Linee guida e alle normative regionali che ne sono discese, adesso tutti coloro che fanno tirocini extracurriculari hanno diritto a ricevere una indennità, i cui minimi sono stati fissati dalle Regioni e variano da un minimo di 300 a un massimo di 600 euro circa. La Regione da cui la lettrice scrive, il Veneto, ha per esempio fissato il suo minimo in 300 euro al mese.

Diversa però è la situazione per chi fa un tirocinio curriculare, vale a dire quelli svolti «nel periodo di frequenza del corso di studi anche se non direttamente in funzione del riconoscimento dei crediti formativi»: di questi tirocini viene fornita una definizione in una circolare del ministero del Lavoro risalente al settembre 2011.

Il master che la lettrice sta frequentando è equiparabile a un corso di studi e il tirocinio obbligatorio di 375 ore (pari circa a un po' meno di tre mesi) che le viene richiesto di svolgere è inquadrabile dunque come "curriculare": per questo motivo, pur avendo lei una laurea specialistica e un'età non più giovanissima, non ha diritto a pretendere sulla base della normativa vigente alcuna indennità.

Diverso è il discorso "morale", per il quale la lettrice avrebbe tutte le carte in regola per vedersi riconosciuta una indennità per lo stage che sta svolgendo: ma in questo caso la decisione è a completa discrezione dell'azienda ospitante, che potrebbe tranquillamente decidere di erogarle un rimborso spese forfettario mensile; ma può anche scegliere di non darle nulla, senza uscire purtroppo dal perimetro della legalità.

Sarebbe buona regola che fossero i soggetti promotori, in questo caso l'ufficio stage universitario o la segreteria del master, ad assicurare ai propri studenti le migliori condizioni di stage, ivi compresa anche la presenza di un minimo di rimborso spese. Purtroppo per molti motivi, primo fra tutti la mancanza di personale adeguato e la sproporzione tra il numero degli addetti alla promozione di stage e il numero di stage da attivare, la situazione è ben diversa, e molto spesso il soggetto promotore è meramente un "passacarte", che si limita a compilare i moduli di convenzione di stage e a provvedere ai (pochi) obblighi di legge come l'assicurazione Rc e la posizione Inail per lo stagista.

Noi della Repubblica degli Stagisti riteniamo che il grande battage mediatico con cui nei mesi scorsi è è stata sparata la notizia, su giornali e siti, della "abolizione dei tirocini gratuiti" abbia creato grande confusione e aspettative che inevitabilmente sarebbero state frustrate - come è puntualmente accaduto in questo caso e in molti altri casi simili che i nostri lettori hanno portato alla nostra attenzione.

Purtroppo non è vero che i tirocini gratuiti sono stati aboliti. Si tratta di quella che in gergo giornalistico viene definita una "bufala". I tirocini gratuiti sono oggi illegali, è vero, se il tirocinio è configurato come "extracurriculare": ma basta che invece sia inserito all'interno di un percorso di studio, come per esempio un corso di laurea o un master, e magicamente diventa "curriculare" perdendo tutte le garanzie che le nuove normative regionali hanno fornito
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Si è creata dunque una situazione paradossale di tirocini di serie A e tirocini di serie B: e i tirocini curriculari sono purtroppo quelli di serie B, al momento privi di un quadro normativo preciso, e come detto privi anche del compenso minimo.

Per questo abbiamo da tempo indirizzato al ministero dell'Istruzione, e cogliamo l'occasione per rinnovare al ministro Stefania Giannini, un appello affinchè venga celermente approvata una nuova normativa che vada a colmare l'attuale vacatio legis. Serve anche per i tirocini curriculari un quadro normativo certo, e noi chiediamo con forza che venga fissata anche una soglia minima di rimborso spese obbligatorio per tutti i tirocini curriculari di durata superiore alle 250 ore. Altrimenti verrà perpetuata la discriminazione tra gli stagisti extracurriculari, che possono rivendicare il diritto a ricevere una congrua indennità, e gli stagisti curriculari "condannati" invece a dover subire la gratuità.

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