«Saltate senza paura e siate resilienti», un consiglio ai giovani

Irene Dominioni

Irene Dominioni

Scritto il 26 Apr 2017 in Interviste

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«Pensa alla vita come ad un carrello della spesa: tu arrivi al supermercato con la lista, ma a volte ti dimentichi qualcosa di cui invece hai bisogno, e torni indietro. Altre volte butti dentro una cosa per un meccanismo di acquisto compulsivo, perché sei affamato o goloso. Ci sono poi gli acquisti “inutili” mentre sei in coda alla cassa, oppure le cose che ti ritrovi nel carrello per un errore del vicino e che tu invece non compreresti mai». Questa è la metafora con cui Francesca Maria Montemagno definisce la resilienza, quell'elasticità che consente di “assorbire gli urti senza rompersi”, di superare i periodi di difficoltà della vita e caratteristica fondamentale per muoversi al meglio nel mondo del lavoro. Montemagno, 42 anni, imprenditrice ed esperta di comunicazione, è una campionessa in questo campo e per questo la Repubblica degli Stagisti l'ha intervistata, raccogliendo qualche prezioso consiglio da dare ai giovani sul tema del lavoro e del futuro. Di recente, Montemagno ha partecipato al dibattito “Future Uploading” sul tema del futuro e dell'innovazione, discutendo i takeout di Davos 2017 insieme a Paolo Gallo, HR director del World Economic Forum. motemagno 2
Dopo un'esperienza di 15 anni nel campo della comunicazione aziendale e del marketing, dal 2012 Montemagno si occupa di Smartive, società che ha contribuito a fondare,  dedicata ad accompagnare le aziende nei propri percorsi di trasformazione digitale. È presidente dell’associazione Pari o Dispare, influencer per Oxfam Italia e consulente nei  progetti di open data dell’assessorato alla Partecipazione del Comune di Milano.

C’è un risultato di cui va più fiera?
Probabilmente l'idea di aver fatto qualcosa che a distanza di anni viene considerato valido, basato non solo sulla competenza ma anche sul sentire che la accompagna. E il mio percorso oncologico: sono riuscita a conciliare la mia crescita con un incarico impegnativo, e tutto quello che ho vissuto in quel periodo è qualcosa che mi ha portato a quello che ho oggi.

Non sono pochi i giovani scoraggiati, quelli che tendono a lasciarsi andare per la difficoltà di trovare lavoro e rischiano di avere più difficoltà a rialzarsi dopo una caduta. La resilienza si può imparare?
Sicuramente ci sono persone che hanno una più naturale attitudine, ma secondo me si può imparare. Se tu affronti la difficoltà, l'imprevisto, come qualcosa che può capitare, a quel punto sei più predisposto a mettere in campo le energie per superarlo. Ma davanti all’ennesimo “no” bisogna fermarsi e pensare se si è sbagliato qualcosa. A volte si arriva ai colloqui con dei preconcetti sbagliati, oppure si affrontano uno dietro l'altro senza metterci un'anima, ma secondo me devi credere che, con un po' di intelligenza e volendo una cosa, ci possano essere gli spazi. D’altro canto, anche il tessuto aziendale fa fatica ad avere una bussola. Le aziende più illuminate, oggi, sono quelle che hanno messo le persone in una posizione centrale e si distinguono nell'acquisizione dei talenti. Bisognerebbe andare a cercare quel tipo di struttura aziendale, che permette non solo di inserirsi ma anche di creare un'aspettativa di crescita, perché non si tratta soltanto di conquistarsi un lavoro.

Tanti giovani collezionano esperienze lavorative diversissime tra loro, vuoi per difficoltà di trovare un impiego e precarietà, vuoi perché in fondo ciascuno procede per tentativi nella costruzione del proprio percorso professionale. Come si fa a costruire un puzzle a partire da tutti questi pezzi, valorizzando la diversità delle esperienze, senza lasciarle scollegate tra loro?
A volte non si riesce, e a quel punto bisogna avere il coraggio di fermarsi. Non si nasce direttore di funzione o “head of”, lo si diventa, e per farlo certe esperienze bisogna portarle a casa. Quando vedo ragazzi che si fanno grandi problemi ad apportare il cambiamento e a seguire un’attitudine, mi viene da sorridere. Tra i 25 e i 30 anni i salti si devono fare, ci si deve concedere il lusso di poter cambiare e di non precludersi, perché l’opportunità arriva oggi. La realtà può portare a compiere scelte non sempre coerenti, ma si deve cercare di alimentare un percorso mantenendo fede all’obiettivo e a una certa qualità. Mi auguro anche che chi si occupa di selezione possa iniziare a valutare l'importanza della versatilità della persona, che all’estero è molto apprezzata. Una volta, chi si occupava di risorse umane lo faceva in aziende dove si offrivano posizioni a tempo indeterminato: ecco, se oggi chi affronta il colloquio e il cambiamento lavorativo deve mostrarsi flessibile, forse altrettanto dovrebbero fare le persone preposte alla selezione.

Tra i tanti fattori che possono condizionare il percorso di una persona, a volte ci sono anche i problemi pers
onali.montemagno Nel Forum della RdS, qualcuno ha chiesto se sia opportuno parlarne neo colloqui: può servire a motivare determinate scelte di studio o lavorative o a motivare interruzioni o periodi di pausa?
Va fatto con sobrietà. È giusto segnalare un evento che ha portato a riconsiderare o ha richiesto un rallentamento, ma mantenendosi ad un livello più alto, senza dover condividere sentimenti. Io ho parlato della mia malattia con i miei collaboratori, perché secondo me è giusto che gli altri ti conoscano come persona, altrimenti non dovremmo riportare nient'altro che competenze.

Le soft skills sono oggi per un giovane un asset sempre più cruciale, al di là delle competenze tecniche. Esiste un modo per comunicare al meglio se stessi per come si è, senza apparire?
Le soft skills sono centrali, perché svolgere un ruolo in azienda richiede una competenza ma sempre di più anche una visione a 360 gradi. Ti aiutano a relazionarti, a cambiare punto di vista, a cogliere i messaggi di persone diverse...dall'altra parte, il miglior personal branding è quello basato su un equilibrio: non mi devo vergognare di comunicare ciò che so fare e ciò che mi viene meglio, ma non bisogna mai scadere nell'auto celebrazione, perché diventa noiosa e non produttiva. È giusto farsi notare e apprezzare, senza aver vergogna di chiedere dello spazio, e mostrare di aver fatto e pensato per ottenerlo. Bisogna avere sicurezza in ciò che si è, senza sconfinare in comportamenti autocelebrativi o presuntuosi. Nel momento in cui ti proponi è perché ti stai mettendo in gioco. Dietro al personal branding deve esserci la sostanza, altrimenti si è solo un personaggio, e quello non arriva da nessuna parte.

Per quei giovani che decidono di avviare un’impresa credendo profondamente nel proprio progetto: l’io personale e professionale dovrebbero rimanere distinti o coincidere?
Quando fai startup c'è un momento in cui tutte le energie devono essere focalizzate su quell'idea, devi dare il massimo e anche fare qualche rinuncia. Va detto che non è facile,  ma bisogna anche essere capaci di conservare degli interessi, senza perdere il contatto con ciò che ci circonda. L'ecosistema e il network vanno vissuti, ci vuole circolarità.

La trasformazione digitale nelle aziende va di pari passo con la diffusione di una "cultura digitale" nella società. Esiste un'opportunità che accomuna questa rivoluzione con la tematica della parità di genere?
Se penso a certe aree del Paese o periferie, sicuramente il digitale offre diversi strumenti e l'empowerment viene facilitato. A questo però bisogna unire tanta consapevolezza, perchè altrimenti è facile che possa prendere una piega indesiderata. Io sono convinta che il digitale possa aiutare, che possa offrire delle opportunità di specializzazione e di verticalizzazione per le donne e che possa aiutarle ad avvicinarsi ad ambiti di cui potevano avere poche informazioni.  Anche in termini di campagne di sensibilizzazione può aiutare a lanciarle più facilmente, ma poi viene richiesta consapevolezza, responsabilità e gestione della “propria impronta digitale”. Il digitale moltiplica sia le opportunità sia le criticità e la rete accomuna sia le persone costruttive sia quelle con altre intenzioni.

Intervista di Irene Dominioni

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