Trappolino, Madia, Picierno: cos'hanno fatto (e cosa promettono di fare) tre giovani deputati PD

Giovani, impegnati e parlamentari. Carlo Emanuele Trappolino, Marianna Madia e Pina Picierno rientrano tra i pochi deputati under 35 che siano già stati eletti nella passata legislatura, oggi ricandidati per le politiche del 2013, tutti e tre nelle fila del Partito Democratico. E tutti loro si sono sottoposti alle primarie del partito, ottenendo così una legittimazione popolare alla loro candidatura nelle prossime elezioni, dribblando l'accusa di essere «paracadutati dall'alto» grazie alla legge elettorale vigente che non permette ai cittadini di esprimere preferenze. La Repubblica degli Stagisti li ha intervistati per descrivere la loro esperienza in Parlamento e i loro obiettivi per il futuro.

Carlo Emanuele Trappolino: «I parlamentari facciano i parlamentari al 100%». Trappolino è nato nel 1977 a Orvieto, dove vive ancora oggi con la compagna e il figlio. Si è laureato in Lettere e filosofia presso la Sapienza di Roma prima di frequentare un dottorato di ricerca a Perugia. Ha lavorato in Cgil e in Sviluppumbria ed è diventato segretario dei DS nel 2007 e coordinatore comunale del PD di Orvieto sino al 2010. «Fino a cinque anni fa ero precario. Dal 2000 al 2008 ho collezionato una lunga serie di contratti da 700 euro al mese quando andava bene», racconta alla Repubblica degli Stagisti. Nel 2008 è stato eletto deputato nella circoscrizione XIII Umbria, divenendo un componente della Commissione agricoltura con l'89% di presenze. «Certo, la mia funzione oggi mi consente di fare una vita dignitosa e di vivere bene. Ma non sono diventato ricco con la politica: la mia dichiarazione dei redditi è pubblica e visibile dal sito della Camera». Secondo Trappolino la strada intrapresa per ridurre gli emolumenti dei parlamentari è quella giusta. Ma non è sufficiente: «Bisognerebbe riequilibrare le indennità dei parlamentari, dei sindaci delle città importanti e di altri amministratori, che hanno impegni e responsabilità gravose ma percepiscono importi inferiori. Chi guadagna di più sono i deputati che fanno anche i professionisti e magari, proprio per questo, trascurano il lavoro alla Camera. credo che queste due attività dovrebbero essere incompatibili». Nei suoi anni da deputato Trappolino si è concentrato sulle esigenze del territorio: «Lo scorso novembre ci fu l’emergenza alluvione in Umbria e Toscana. In quell’occasione fummo rapidi nell’ottenere 350 milioni di euro di finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio». Arrivato al secondo posto alle primarie del centrosinistra nella provincia di Terni con 2403 voti, Trappolino promette di tornare su questi temi nella prossima legislatura: «È fondamentale prevenire il rischio idrogeologico cui è sottoposto l’85% del territorio umbro. Per non parlare della salvaguardia delle infrastrutture sul fiume Paglia, uno dei principali affluenti del Tevere su cui passano autostrada e ferrovie». Sul fronte dell’attività svolta in Commissione agricoltura, l’impegno del giovane parlamentare  si concentra nella promozione dell’imprenditoria agricola giovanile. «Mi sono battuto per il rifinanziamento del fondo del ministero dell’Agricoltura destinato al ricambio generazionale, per il quale erano stati stanziati 50 milioni di euro tra 2007 e 2011». Abbiamo inoltre depositato alla Camera una legge per organizzare i produttori, in modo da ridistribuire i rapporti di forza all’interno della filiera agricola, sinora sbilanciati in favore di pochi, ma forti, distributori».

Marianna Madia, neomamma in Parlamento.
Trentadue anni, romana, la Madia proviene dal mondo accademico. Dopo essersi laureata in Scienze politiche alla Sapienza di Roma, ha continuato gli studi in economia presso l’Imt di Lucca. Nel 2008 ha conseguito un dottorato per poi proseguire l’attività di ricerca presso l’Agenzia di ricerca e legislazione Arel (di cui, dal 2012, è membro del comitato direttivo). Nel 2011 ha pubblicato un libro sul tema: Precari. Storie di un'Italia che lavora, e nel settembre dello stesso anno ha avuto un bimbo, trovandosi così a dover conciliare l'attività di deputato con il ruolo di neo-mamma. Negli ultimi anni Madia ha lavorato alla Camera tra le file dell’opposizione, registrando circa l'85% di presenze. «Un primo risultato importante, conseguito insieme al Pd, consiste nell’aver ritardato l’aumento dei contributi per le partite Iva. È una norma paradossale: chi fattura più di 18mila euro lordi l’anno si è visto aumentare i contributi senza ricevere nulla in cambio. I 30-40enni precari, che la riforma avrebbe dovuto tutelare, sono stati usati per fare cassa. Mi auguro che l’aver rimandato l’aumento ci permetta di cambiare la norma durante la prossima legislatura», dichiara la giovane deputata alla Repubblica degli Stagisti. Lo scorso dicembre Madia si è presentata alle primarie Pd di Roma in ticket con Fassina, con cui condivide la stessa sensibilità sui temi legati al lavoro, per arrivare poi al sesto posto con quasi 5mila voti. Nei prossimi anni di legislatura vorrebbe concentrarsi su due temi paralleli: «Prima di tutto, la ricostruzione di un sistema di welfare equo, certo e universale. Bisogna tutelare le persone che lavorano, indipendentemente dalla tipologia di contratto e di impiego». Il secondo tema individuato da Madia consiste invece nella creazione di nuova occupazione: «Come? Scegliendo dei settori strategici da incentivare. Penso sia ai comparti innovativi, come quello delle energie rinnovabili, della ricerca, del turismo, dei beni archeologici e culturali, della produzione audiovisiva, sia ai settori tradizionali come il tessile, il manifatturiero e l’industria automobilistica. Penso a Melfi, dove ci sono già un polo dell’auto, uno della ricerca, e un indotto già sviluppato: sarebbe folle non pensare a rilanciarli». Pur propugnando in prima persona una maggiore attenzione ai settori innovativi, Madia non ritiene che i deputati più giovani siano più sensibili a questo tema rispetto ai colleghi anziani: «Credo che l’attenzione alla cultura e all’innovazione sia propria non dei deputati giovani, ma di tutti i parlamentari e politici che abbiano una visione di lungo termine per il futuro del Paese». Per quanto riguarda infine la questione dei costi della politica, Madia concorda sulla necessità di un’azione complessiva volta a ridurli. E ammette: «Certamente lo stipendio da parlamentare mi ha cambiato la vita. Sono entrata alla Camera quando ero molto giovane, prima avevo dei contratti a progetto come molti miei coetanei. Penso però che ci siano molti parlamentari per cui è cambiato poco, perchè partivano da una situazione ben diversa».

Pina Picierno, dal precariato al Parlamento con una priorità: il Mezzogiorno. Nata a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, nel 1981, Pina Picierno ha cominciato a militare in politica da giovanissima e nel marzo del 2003 è stata eletta quale Presidente nazionale dei giovani della Margherita. «Prima di diventare parlamentare» racconta Picierno alla Repubblica degli Stagisti «coordinavo la campagna dei volontari per Veltroni, ma dal punto di vista lavorativo ero precaria. Mi sono laureata a 23 anni in Scienze della comunicazione, ho avuto tanti contratti con scadenza a tre mesi come autrice di testi televisivi per Raisat, insegnante nella scuola superiore. Poi sono stata candidata come deputato. È chiaro che diventare parlamentare mi ha cambiato la vita, ma la politica non è un lavoro, è più una passione». Nella legislatura passata Picierno è stata ministro ombra delle politiche per i giovani e, dal 2009, responsabile del settore legalità per il Pd. Alla Camera è stata componente delle commissioni Cultura e Giustizia, con un tasso complessivo di presenza dell’88,45%. Picierno riassume così gli ultimi anni da parlamentare: «La mia attività negli anni passati è stata caratterizzata dall’impegno sul Mezzogiorno, in particolar modo sulla questione della lotta alla mafia. Tra i risultati più importanti cui ho contribuito vi è l’istituzione della stazione unica appaltante a Caserta, strumento di controllo degli appalti pubblici che spesso sono gravemente infiltrati dalla malavita organizzata. L’applicazione concreta della stazione unica, però, è risultata poco efficace perchè annacquata nella sua realizzazione da parte delle istituzioni locali. Servirebbe un controllo ancor più stringente». Un secondo provvedimento importante che Picierno rivendica con orgoglio consiste nella norma che permette alle cooperative di giovani di gestire i beni confiscati alla mafia, anche a scopo turistico. «Questa iniziativa significa creare un modello di economia sociale alternativa, permettendo ai ragazzi under 30 di recuperare quelli che un tempo erano i simboli del potere della mafia. Ed è anche una misura in favore dell’occupazione giovanile in un territorio in cui questa esigenza si avverte particolarmente. Il binomio tra lotta al potere criminale e riaffermazione dei diritti dei cittadini, secondo me, è indissolubile». Dopo essersi qualificata al terzo posto nelle primarie del Pd per la provincia di Caserta con 4.505 voti, Picierno conta di poter continuare nella legislatura a venire il lavoro già iniziato nella precedente: «All'opposizione abbiamo potuto fare ben poco. Ricordo che erano gli anni in cui Berlusconi dichiarava che chi scriveva di mafia avrebbe dovuto essere strozzato. Se il Pd vincerà le elezioni avremo invece un governo sensibile su questi temi e pronto a recepire ed attuare iniziative concrete». Per quanto riguarda le differenze tra parlamentari giovani e senior, Picierno affronta così l’argomento: «Sicuramente i giovani contribuiscono alla politica portando innovazione e diversità di tematiche. Ma per garantire un cambiamento in positivo non conta il fattore anagrafico, quanto l’amore per la propria terra. Io ho un assistente parlamentare con regolare contratto e poi ci sono tanti ragazzi con i quali ho trascorso insieme gli anni di militanza politica e che mi seguono ancora, non con un rapporto di dipendenza ma di condivisione di obiettivi e ideali».

di Andrea Curiat

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