Francesco Bonsinetto, dalla cattedra allo stage

Francesco è un professore universitario. Ha 32 anni e da quattro insegna Politiche urbane presso l’università di Reggio Calabria. Due anni fa ha concluso il suo dottorato di ricerca e oggi è anche presidente della sezione calabrese dell’associazione nazionale Dottorandi e dottori di ricerca. Alle spalle ha varie esperienze in Spagna: un Erasmus di un anno a Bilbao durante l’università, qualche mese a Madrid per scrivere la tesi, poi un altro anno – stavolta a Barcellona – durante il dottorato. Eppure anche lui è uno stagista – seppure «super» – del Programma Stages calabrese.
Perché? «La mia docenza a contratto, a fronte di un impegno di 60 ore di lezioni frontali – a cui ovviamente si devono aggiungere gli esami e tutto il resto – mi frutta 800 euro lordi. Impossibile mantenersi con questa miseria. È così che l’università italiana porta i cervelli alla fuga, o li tiene ingabbiati nel “sistema Italia”. Io dovevo scegliere se fuggire all’estero o trovare una fonte di sostentamento esterna all’università. Ho aderito al Programma Stages con l’amaro in bocca».
Francesco continuerà comunque ad insegnare anche quest’anno: «Il bando prevede incompatibilità solo con contratti a tempo indeterminato. Ci sono tantissimi altri partecipanti che, come me, oltre allo stage portano avanti altri lavori, contratti a progetto e così via».
Francesco è un professore, dicevamo – e valuta con occhio severo l’organizzazione dei percorsi formativi di questi stage: «Il programma è iniziato a ottobre e prevedeva tre mesi di formazione. Solo che i percorsi avrebbero dovuto essere pensati ad hoc per ogni candidato in base al suo curriculum, e invece sono stati un sonoro fallimento». Ha pesato la questione dell’eterogeneità forse eccessiva del gruppo: «Il malumore cresce perché tutti siamo diversi per esperienze professionali e per curriculum, e quindi ci sono persone super-formate a fianco di neolaureati. Uno degli errori è stato proprio questo: metterci tutti insieme. A Reggio Calabria ci sono archeologi, filosofi, giuristi, addirittura un odontoiatra. E mi chiedo tra l’altro: che fine faranno l’archeologo e l’odontoiatra?».
Sarà curioso scoprire a quale ente verranno destinati. Non manca molto: dopo il 25 gennaio il consiglio regionale dovrebbe procedere all’assegnazione di ciascuno stagista a un ente. «Ancora non sappiamo quali saranno i criteri che verranno utilizzati per smistarci» dice però Francesco «Né sappiamo in quali giorni dovremo andare, quali orari dovremo fare. Vedremo».
Intanto, per fortuna, almeno hanno visto la prima tranche di rimborso spese: «Dopo una grande lotta, il 30 dicembre abbiamo ricevuto la prima bimestralità di 1350 euro netti, pari a meno di 700 euro al mese. Forse nei prossimi mesi ci daranno di più, hanno promesso di arrivare a 900 euro al mese. Ma quei mille di cui parlavano e continuano a parlare, quelli sono proprio un bluff».

 

Eleonora Voltolina

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