Migliora la qualità delle assunzioni post stage, più contratti a tempo indeterminato e meno precariato

Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina

Scritto il 25 Lug 2016 in Notizie

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In un solo anno gli stage extracurriculari sono aumentati +53,5%, anche per effetto del programma Garanzia Giovani: nel 2015 ne sono stati attivati ben 348mila. Ma quanti si trasformano in lavoro? E sopratutto: che tipo di occupazione offrono, stabile o precaria? Insomma lo stage può essere considerato come una anticamera non solo dell'assunzione, ma della agognata stabilità lavorativa?

stage lavoro flickrAlcuni dati importanti si possono desumere dalle Comunicazioni obbligatorie: il ministero del Lavoro pubblica ogni anno un Rapporto, ed ha accettato di condividere con la Repubblica degli Stagisti anche alcuni dati extra-rapporto. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo, anche se con qualche zona d'ombra. La propensione delle aziende ad assumere i propri stagisti extracurriculari
(si parla, è bene ricordarlo, esclusivamente di quelli che svolgono il tirocinio al di fuori dei percorsi di studio) negli ultimi tre anni risulta essere sostanzialmente stabile: più o meno viene assunto uno stagista su quattro. In particolare, nel 2013 la percentuale era 23,5%, mentre nel 2014 e 2015 è salita al 26,4%: curiosamente, stessa identica cifra, perfino stesso decimale, per entrambi gli anni.

Una vera impennata però c'è stata, nel 2015, rispetto alla percentuale di contratti a tempo indeterminato per questi stagisti assunti: prima era di poco superiore al 10% (12,3% nel 2013, 11% nel 2014), invece nel 2015 ben il 40% di coloro che sono stati assunti dopo il tirocinio ha avuto direttamente questo tipo di contratto. Non serve un esperto per correlare questo aumento all'introduzione del nuovo contratto a tutele crescenti e sopratutto ai bonus assunzioni previsti dal governo Renzi, che in questo caso sembrano aver funzionato; tantopiù che si trattava di bonus compatibili (e cumulabili!) con quelli previsti da Garanzia Giovani.

Dunque la probabilità di essere assunti dopo uno stage extracurriculare è rimasta invariata negli ultimi tre anni, ma è più che triplicata la possibilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato subito dopo il tirocinio.

In particolare nel 2015, su 348mila stage extracurriculari, «il numero dei rapporti di lavoro attivati a seguito di una precedente esperienza di tirocinio è stato pari a 92mila» – cioè una media del 26,4%. Come anticipato, circa il 40% di queste assunzioni – dunque poco meno di 37mila – è stato effettuato con contratti a tempo indeterminato. Il resto si suddivide tra apprendistato (28%) e tempo determinato (29%), mentre la quota di contratti precari (collaborazioni o altre tipologie) risulta molto ridotta, poco più del 3%. Ancor più nel dettaglio, dei 92mila contratti solo l'8% è durato meno di quattro mesi, un altro 10% è durato tra i 4 e i 12 mesi. L'occupazione generata sembra dunque poter essere considerata stabile.

Inoltre ci sono anche «93mila rapporti di lavoro attivati nel 2015 che seguono un tirocinio con datore di lavoro differente dal soggetto promotore del tirocinio» specifica alla Repubblica degli Stagisti Grazia Strano, direttrice generale del settore Sistemi informativi, Innovazione tecnologica e comunicazione del ministero del Lavoro. Dunque le probabilità di assunzione dopo uno stage extracurriculare per il 2015 salgono al 53%, equamente suddivise tra un 26,4% (92mila) assunzioni presso un datore di lavoro che è il medesimo soggetto ospitante del precedente tirocinio, e un 26,7% (93mila) assunzioni presso un datore di lavoro differente. In quest'ultimo caso però la percentuale di contratti precari e di breve durata è molto più alta. I contratti a tempo determinato rappresentano quasi la metà del campione (49,6%), e quelli a tempo indeterminato sono solo il 27,2%; ancor meno significativa è l'incidenza dei contratti di apprendistato (13,8%). In compenso vi è quasi un 10% di contratti precari. Inoltre, di queste assunzioni oltre un quarto (27,1%) risulta essere durato meno di 4 mesi.

Andando a ritroso nel tempo: nel 2014, sui 227mila stage extracurriculari attivati, per 60mila c'è stata assunzione – la media fa appunto 26,4%. Di queste assunzioni solo l'11% – dunque 6.600 – è stato effettuato con contratti a tempo indeterminato. Il resto si suddivide tra apprendistato (40,1%) e tempo determinato (39,2%), mentre la quota di contratti precari (collaborazioni o altre tipologie) sta poco sotto il 10%. In particolare, dei 60mila contratti circa il 12% è durato meno di quattro mesi, il 27,5% è durato tra i 4 e i 12 mesi.

Anche qui inoltre ci sono 70mila rapporti di lavoro attivati nel 2014 che seguono un tirocinio con datore di lavoro differente: chiamiamole assunzioni “eterogenee”, per differenziarle da quelle “omogenee” in cui lo stagista viene assunto dalla stessa azienda presso cui ha svolto lo stage. Dunque il tasso di assunzione dopo un tirocinio extracurriculare registrato nel 2014 è pari al 57,2%, suddiviso tra un 26,4% (60mila) assunzioni presso un datore di lavoro che è il medesimo soggetto ospitante del precedente tirocinio, e un 30,8% (70mila) assunzioni presso un datore di lavoro differente.

Studiando le caratteristiche delle 70mila assunzioni di ex stagisti in altre aziende si scopre che la percentuale di contratti a tempo indeterminato nelle “assunzioni eterogenee” è identica (11%) a quella rilevata in caso di “assunzioni omogenee”; aumenta invece moltissimo il tempo determinato (52,9%) a scapito dell'apprendistato (solo il 19%) e sopratutto è ben più elevata la quota di collaborazioni o altri contratti atipici (quasi 17%). Anche per durata le assunzioni “eterogenee” dimostrano di essere molto più instabili: oltre 10mila (quasi il 15% del totale) risultano essere durate solo un mese; se le si somma alle 12mila di durata inferiore a 4 mesi (pari al 17,3%), è evidente che la stabilità delle assunzioni dopo uno stage in un'azienda diversa è decisamente minore rispetto a chi viene assunto nella stessa azienda dove ha svolto lo stage.

Il viaggio a ritroso nel tempo termina con il 2013: in quell'anno «sono stati registrati dal Sistema Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie complessivamente 204mila tirocini extracurricolari». Con 48mila assunzioni post stage, per quell'anno la percentuale rilevata di assunzione post stage
“omogenea” è stata pari al 23,5%. Focalizzando la stabilità delle assunzioni effettuate, la percentuale di contratti a tempo indeterminato è molto simile a quella del 2014 (12,3%), così come la suddivisione delle altre tipologie contrattuali utilizzate: il tempo determinato rappresenta il 40,3%, l'apprendistato il 36,4% e la quota di collaborazioni o altri contratti atipici poco più dell'11%.
 
Anche in questo caso viene rilevata attraverso le Comunicazioni obbligatorie la probabilità di trovare un lavoro, dopo lo stage, in un'azienda diversa rispetto a quella dove si è fatto il tirocinio: 61mila delle persone coinvolte in stage nel 2013 hanno avuto una assunzione
“eterogenea”, pari quasi al 30% – il che porta per il 2013 il tasso complessivo di assunzione dopo un tirocinio extracurriculare a 53,5%.

In particolare, delle 61mila assunzioni post stage “eterogenee” del 2013, la percentuale di contratti a tempo indeterminato è di nuovo identica (12%) a quella rilevata per le assunzioni “omogenee”; aumenta invece moltissimo il tempo determinato (51,8%) a fronte dell'apprendistato (solo il 17,6%) e la quota di collaborazioni o altri contratti atipici sfiora il 18%. Si conferma dunque ancora una volta la minore stabilità di questo tipo di assunzioni: quasi 10mila assunzioni (oltre il 15% del totale) risultano essere durate solo un mese e altre 12mila (pari al 19%) hanno avuto una durata inferiore a 4 mesi.

In sintesi, se la probabilità di essere assunti dopo uno stage extracurriculare non è cambiata negli ultimi tre anni (il che è un aspetto critico, sopratutto considerando la quantità di denaro investita dallo Stato per sostenere le assunzioni), si può dire però che è migliorata la qualità dei contratti che vengono offerti agli ex stagisti: il combinato disposto della nuova disciplina dei contratti a tempo indeterminato, gli incentivi economici previsti dalla Finanziaria 2015 e dal programma Garanzia Giovani hanno fatto aumentare le assunzioni post stage a tempo indeterminato e ridotto la quota di contratti precari. Un risultato positivo che per consolidarsi però dovrà confermarsi, l'anno prossimo e sopratutto quello ancora successivo, anche in assenza di incentivi economici: dimostrando che gli stage possono essere un buon strumento di inserimento lavorativo anche senza “doping di incentivi”.

Eleonora Voltolina

Foto quadrata:
da Flickr in modalità Creative Commons (di Abhay Kumar)
Foto rettangolare di apertura: da Flickr in modalità Creative Commons (di Ilo Arab States)
Foto all'interno del testo: da Flickr in modalità Creative Commons (di Nicola Zingaretti)

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